Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

In questi ultimi tempi ho ascoltato tanta musica diversa ed a differenza del mio vecchio modo di scrivere musica (più astratto) oggi noto che tutti puntano su una quotidianità raccontata in maniera semplice ma visionaria.Mi sono guardato attorno.Ed ho scoperto che tanti frammenti del quotidiano mi erano sfuggiti nel tempo.Ad esempio mi incuriosiva questo”povero Lunedì”..sempre preso in giro, sempre preso di mira ogni inizio settimana. Così ho legato una bella storia d’amore ,lo stupore, la dolcezza a questo giorno…per rivendicarlo, per dargli dignità.Poi Un po’ di estate siciliana ed il dipinto è terminato. Ecco a voi Lunedì

Quali sono le tue principali influenze?

Oggi ascolto tanta musica mainstream, le playlist sono diventate le nuove radio ed ascolto sempre con l’idea di apprendere ciò che non ho.Calcutta,Gazzelle, Canova, Coez, Fulminacci e tanti altri.Bisogna ascoltare e capire, senza pregiudizi.

Come nascono i tuoi brani?

Ti confesso una cosa.Io ho una miriade di brani iniziati nel registratore del cellulare. Se lo perdessi mi dispererei più per tutte le canzoni che per i numeri o foto. Io se sto bene e non ho stati ansiosi esagerati sono un fiume in piena. Le lacrime mi fanno scrivere canzoni struggenti.I testi invece, non sono così semplici per me da buttare giù. Spesso la musica mi viene mentre sono in movimento. Abito al momento fuori Palermo e Lunedì ad esempio è nata in autostrada. Mi son fermato in autogrill ed ho registrato pezzi di musica con la bocca e poi ho scoperto che filava tutto liscio. Altre volte devo lavorarci su per riordinare le cose e le idee.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Contano sempre le canzoni. Sempre! Ci sto molto attento a questo. Non butto mai una musica ed un testo così.Una canzone Deve avere una storia, deve lasciarti qualcosa.Una canzone deve essere ricordata, deve farti piangere , deve farti cantare a squarciagola.Una canzone deve lasciarti il vissuto di chi la scrive .Oggi purtroppo non é più così.Vedo tanta roba inutile e vedo anche che purtroppo ci sono artisti che hanno una Label alle spalle…ed io rabbrividisco. La collocazione geografica di un cantante purtroppo ha sempre il suo peso. Chi nasce al sud non ha le stesse possibilità di chi vive da Roma in su. Questa è realtà

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Chi fa musica e scrive canzoni vede tutto sotto un’ottica diversa. Coglie pezzi di realtà e le tiene per se..poi corre al piano o alla chitarra ed ha le necessità di raccontarle a modo suo. Si è creato la propria storia , l’ha vista solo lui.La scrittura ti porta a soffrire un po’ più di altri, ma ti da gioia infinita quando la vedi nascere.L’emozione di vederla per la prima volta preprodotta. La riascolto sempre 2000volte.L’ultima poi ti sembra sempre la più bella

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Mi piace sempre dire la mia senza che ci sia dietro un colore politico. Poi se le mie idee si avvicinano molto più a sx che a dx io non voglio sentirlo come un problema. Anche perché poi magari nn condivido minimamente le strategie e le soluzioni di quella realtà politica alla quale mi avvicino come ideologie. Io scrivo..al momento quasi mai accenno a temi politici ma non escludo che domani nn possa sentirne la necessità

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

È un momento delicato. I grandi Cantanti tremano un po’. Oggi se un ragazzetto venuto dall’indie imbocca la strada giusta riesce a fare numeri che neanche i “Grandi” riescono a ripetere. Tutto è sempre in continua evoluzione. E noi siamo come tanti cagnolini, purtroppo, che cerchiamo di capire come fregare l’algoritmo o come finire sulla Playlist di Spotify più ambita ecc. Ci stanno manovrando e la musica per fortuna è altro.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Hanno assolutamente avvicinato. Oggi puoi sapere tutto dell’artista. Segui le sue storie e lo pensi come se fosse accanto a te. Il troppo però storpia sempre. Speriamo che non degeneri questa mancanza di privacy

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

La linea che traccia il confine tra indie e mainstream è disegnata dal pubblico ma colorata dalla tua follia. Una canzone se è bella non ha necessità di appartenere a qualcosa. Una canzone deve essere nuova quando prova ad essere vestita diversamente. Bisogna sforzarsi di rischiare. Sperimentare. L’indie lo fa ed è motivo del suo esistere. Chi ha fatto il salto in Mainstream diventa più schiavo di logiche di mercato. E dove ci sono tanti soldi finisce la libertà e la fantasia.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Ognuno deve utilizzare tutti i mezzi leciti per arrivare al maggior pubblico possibile. Ho sempre preferito autoprodurmi ma credo che un giorno in prospettiva dell’uscita di un Album sarà qualcosa che valuterò. Grazie per questa bella intervista. Buona musica a tutti

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