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“PURO DESIDERIO” E’ IL SUO ULTIMO DISCO. SONORITA’ MODERNE E A TRATTI POP. I BRANI SONO NATI CON QUESTA IMPRONTA O E’ STATO UN PASSAGGIO PRODUTTIVO AVVENUTO SUCCESSIVAMENTE?

Un po’ entrambe le cose. E’ un disco che arriva dopo 5 anni di silenzio come inediti. Ho attraversato un periodo abbastanza travagliato della mia vita, tanto da pensare addirittura di smettere di scrivere. Poi per fortuna tutto cambia e mi sono trovata quasi catapultata fuori da un tunnel con un sole abbagliante e un cielo sereno e ho ricominciato a scrivere. Ho iniziato però a scrivere in modo nuovo, per me. In passato sono anche stata additata per i temi che trattavo. Invece per la prima volta ho capito che potevo far tesoro del mio passato e raccontare, con una canzone, le mie sofferenze e i miei dolori. Ho capito che potevo scrivere parlando di me. Questo sia nei testi che nelle musiche. Tutto questo necessitava anche di un “vestito” nuovo e su questo mi hanno supportato i miei produttore Romeo Grosso del disco e Francesco Santalucia, produttore artistico.

COME HA SCELTO IL PRODUTTORE FRANCESCO SANTALUCIA E CHE APPORTO HA DATO AL PROGETTO?

Francesco è da 4 ani il mio pianista, quindi lo conoscevo bene. Abbiamo trovato in lui anche la persona più giusta per dare una direzione artistica a questo disco, che lui ha sposato in modo totale.

COME NASCE IL FEATURING CON GHEMON?

Io ho conosciuto Ghemon al Primo Maggio di Taranto dello scorso anno e ci siamo subito presi. Sarà perché lui è di Avellino e io di Napoli, entrambi “emigranti” perché io vivo a Roma e lui a Milano. In lui ho scoperto grande umiltà, intelligenza e un grande talento musicale. Lui mi ha anche confidato che io ero uno dei suoi punti di riferimento musicali. E’ poi sviluppata un’amicizia e allora gli ho fatto sentire alcuni brani, la nostra collaborazione si è sviluppata nella canzone “In un soffio di vento”. Io mi sono sempre rivolta ad artisti giovani, di domani. Io nel ’95 in epoca non sospetta, sono stata la prima a scambiare un mio pezzo con un artista napoletano, Speaker Cenzuo, un rapper napoletano.

C’E’, TRA I GIOVANI, QUALCUNO CHE LA COLPISCE?

Direi che non mi interesserebbe lavorare con una persona che si muove nello stesso ambito in cui lavoro io. A me piace la contaminazione. Come con Ghemon. Mi piace anche Ghali.

COME VIVE IL RAPPORTO CON I SOCIAL E LE NUOVE TECNOLOGIE?

Li trovo utili però per essere veramente dentro a questi mezzi, bisogna essere “nativi digitali”. Io ci sono dentro perché devo esserci ma non credo al momento sia il mio punto di forza.

LA MUSICA RISPETTO AI SUOI ESORDI E’CAMBIATA? E NEL CASO, IN MEGLIO O IN PEGGIO?

Non esiste il meglio o il peggio. Esistono epoche e periodi storici in cui si producono cose belle e cose brutte, vere e false. Io penso che stia vivendo un ottimo periodo, dopo essere passati attraverso dalla morte della discografia. Oggi tutto si fa in un modo diverso ma per fortuna si possono fare dischi spendendo meno rispetto a prima, però non esiste più il gigante che ti impone. Bisogna arrancare.

OGGI SECONDO LEI, HA PIU’ SENSO SUONARE DAL VIVO O FARE UN DISCO?

Oggi un po’ fare un disco è un pretesto per suonare dal vivo. Io mi diverto molto più suonare dal vivo che stare in studio. Ovvio però che il disco è importante perché vedi nascere delle cose, mentre lo scirvi, lo arrangi, scegli suoni e questa è una cosa bellissima dal punto di vista artistico e umano.

COSA CONSIGLIA A CHI VUOLE INIZIARE OGGI A FARSI STRADA NEL MONDO DELLA MUSICA?

Onestamente non saprei da che parte cominciare. L’unica cosa che mi viene in mente è una frase di Brian Eno, con cui ho fatto due dischi, e mi disse “L’arte è l’unico tipo di viaggio nel corso del quale il tuo aereo può precipitare ma tu rimani illeso.” Quindi provarci. Perché come artista, mal che vada resti illeso.

QUALE GENERE MUSICALE SI IMPORRA’ IN FUTURO?

Secondo me ciò che è buono resterà e si andrà a mischiare con altre cose, creando nuove sonorità, nuove immagini. Credo anche che si tornerà alla canzone “politica” o comunque sui temi sociali, che in questi anni sono stati messi da parte. Oggi viviamo una condizione politica da un lato molto caldo e un lato molto piatto. Serve un nuovo pensiero sul mondo e su sé stessi. Finirà l’autocompiacimento e le cazzate modaiole che le accompagnano. Credo verranno fuori giovani e giovanissimi che avranno qualcosa da dire perché vedono il mondo per la prima volta e lo possono raccontare senza pregiudizi.