Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

Aurora è nata poco prima delle luci dell’alba in una delle notti passate a fumare e pensare a tutto tranne che trovare il modo di far riposare la mia testa, mi trovavo in un luogo per me molto intimo della Sicilia orientale vicino Modica, ricordo che non le prime “luci del mattino” (titolo che avevo inizialmente scelto) maturò dentro qualcosa; amare è una delle sfide più belle che possiamo avere ma accettarla non è ugualmente facile, ritornare bambini con l’innocenza negli occhi ed il cuore libero anche solo per qualche ora durante la giornata sia una magia che va sempre ricercata per poter amare anche se stessi. Era la prima volta che scrivevo un brano così intimo e sinceramente non pensavo di riuscirci, è stato come darsi uno schiaffo in faccia infatti non ero proprio felice mentre la scrivevo ma probabilmente mi ha aiutato a capire meglio cosa ho dentro e cosa mi manca.

Quali sono le tue principali influenze?Qual è la tua formazione musicale? Qualche influenza musicale che non ci aspettiamo?

Sicuramente, nella mia musica, gioca un ruolo fondamentale il cantautorato classico italiano, in particolare artisti come Battisti, Rino Gaetano e Niccolò Fabi. Dopo essermi immerso per tanti anni nel mondo del rock internazionale, ho sentito l’esigenza di tornare a casa, riscoprire le mie radici, ascoltare la musica che è impressa nel DNA di noi italiani. Grande importanza hanno avuto anche artisti della scena internazionale, come Jack Johnson e i Kings Of Convenience per la delicatezza e la semplicità delle loro sonorità, che sono allo stesso tempo di grande impatto.

Come nascono i tuoi brani?

Non ho un modus operandi sempre uguale, spesso è un flusso di pensieri ininterrotto che nasce da eventi vissuti, ricordi, storie raccontate dalla gente. Inizio a scrivere di getto, quasi senza controllare i pensieri, mi abbandono a ciò che sento in quel preciso momento.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Assolutamente un buon disco. I like su Facebook possono aiutarti a breve termine, ma per fare di questo mestiere la tua vita occorre soltanto fare buona musica. Non ha senso avere una vetrina, senza un contenuto musicale valido.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

L’aspetto positivo è quello di condividere con tutti i tuoi pensieri e le tue sensazioni per mezzo delle canzoni. Ciò ha però anche un risvolto negativo, poiché ti obbliga a fare i conti con te stesso e a metterti a nudo.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

No, non è necessario, è una cosa strettamente personale che va al di là della musica.La musica è un mezzo di comunicazione molto potente, spetta all’artista decidere cosa comunicare.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Il business esiste in qualsiasi cosa si venda, anche la musica si vende e per questo non posso far altro che prendere semplicemente atto del modo in cui si fa oggi. A me interessa solo fare buona musica, tutto il resto non conta.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Sicuramente i social hanno accorciato le distanze tra musicista e pubblico, sia per la totale divulgazione che offrono sia perché effettivamente rendono più raggiungibile l’artista.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Indie significa essere completamente autoprodotto e quindi indipendente; il mainstream ne è solo la conseguenza nel caso in cui il tuo prodotto riesca ad avere una totale divulgazione.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Sicuramente è una buona opportunità per tanti artisti per promuovere e mandare avanti i propri progetti in una fase di totale autoproduzione. É anche un buon modo per avvicinare l’ascoltatore al mondo dell’artista aiutandolo a crescere.

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