Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?
Quando mi affaccio dalla mia sala prove, ho, a destra, la casa circondariale di Siano, si, un carcere, a sinistra il mare. Quando finisco i brani, mi metto sulla porta ad ascoltare. Da una parte c’è la chiusura, dall’altra la libertà. Questo, mi ha condizionato e ispirato molto.

Quali sono le tue principali influenze?

Faccio un nome per l’Italia e uno per il resto del mondo. Lucio Battisti, Radiohead.

Come nascono i tuoi brani? 

Dai ritmi della batteria, poi la voce, poi il resto.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Non si può, purtroppo, prescindere dai social. Non mi baso molto sui Like. Fedez ne ha milioni, ma è un artista mediocre, che fa musica pessima, con testi per bambini. Quindi, tutto ciò che non deve avere un musicista; ma è campione nelle vendite… fate voi.
Mi sono spiegato?

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Positivo, libertà di ricercare se stessi;
Negativo, la libertà di trovare se stessi.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Non mi piace la politica nella musica, mi piace chi fa politica ogni giorno nel suo, ma per me, la politica, è riuscire a creare vibrazioni con le persone, in questo modo, si salvano più vite di qualsiasi voto.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Una barca che affonda piano piano. Le etichette discografiche sbarcano il lunario con i talent show, servendosi di ragazzini che cercano di arrivare, per mangiarli e poi sputarli. Chi rimane nel tempo, sono coloro che stanno nel furgone a fare mille date e prendersi un fan per volta.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Non se usate bene. La gente suona da sola o solo con un computer, non perché vuole effettivamente suonare in solitaria, ma perché è difficile trovare 3/4/5 persone che credono in un’idea.
Gente che suda in sala prove e va oltre ogni ostacolo. A un certo punto spunta sempre un lavoro, una ragazza, un cane che sta male, uno yogurt che scade in frigo. Quindi, chi vuole farlo per mestiere, sostituisce il materiale umano con le macchine.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

La percezione delle cose. L’intensità con cui arrivi. Non c’è nessuna differenza, solo un modo di veicolare ciò che fai. Due canzoni, uguali, sono sia mainstream che indie, a secondo di chi le canta.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Tempo fa lo feci, fu utile. Credo sia un bel modo per fare cassa. Ma non sono molto d’accordo sul vendere a scatola chiusa. Bisogna guadagnarsi tutto con il sano rompersi il culo.

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