Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

Il mio ultimo lavoro – che poi è anche il mio primo disco in italiano – si intitola SLALOM. E’ un disco di 9 canzoni, legate tra loro dal tema della perdita dell’innocenza e delle certezze che caratterizzano una certa fase della vita di ognuno di noi, quella postadolescenziale, trascorsa la quale ci si trova soli in mezzo al mondo a dover fare lo slalom tra mille ostacoli.

Quali sono le tue principali influenze?

Dalla per la scrittura e l’interpretazione; Battisti per la composizione musicale; John Lennon per il particolare gusto negli arrangiamenti e nelle registrazioni; Bob Dylan per lo storytelling e l’universo poetico.

Come nascono i tuoi brani?

Chitarra e voce, partendo sempre da una solida melodia, poi butto giù il testo.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Tanti like, ma a me interessa sempre e comunque fare (e ascoltare) buoni dischi.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Suonare dal vivo è una delle cose più belle del fare musica. Alcuni “addetti ai lavori” che “inquinano” l’ambiente musicale sono una delle cose più negative.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Credo che un artista debba fare solo quello che sente: approvo la politica nella musica a patto che sia sincera e autentica, non banale e di circostanza. In pochi ci sono riusciti, penso a Guccini o ai Rage Against The Machine.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Penso che si dia troppa importanza al marketing e che la musica passi spesso in secondo piano. Dovrebbe essere semplicemente un mezzo per raggiungere un fine, invece spesso diventa il centro di tutto . Il caso Cambogia è emblematico.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Entrambe le cose. Così come avviene nei rapporti tra le persone, puoi creare legami con un pubblico numerosissimo in pochissimo tempo, ma questi legami sono spesso fragili e inconsistenti se non sono supportati da “interazioni umane”.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

L’indie si è adagiato sulle poltrone del mainstream. Nuovi sottoboschi musicali emergeranno per colmare quel vuoto.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Non l’ho mai preso in considerazione. Penso che sia meglio offrire qualcosa al pubblico, farlo tuo, farti apprezzare. Se riesci in questo troverai sicuramente qualcuno disposto a investire su di te.

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