Il portale della musica Indie italiana

Parlateci del vostro ultimo lavoro. Cosa vi ha ispirato nella composizione?

‘Sognatore Sveglio’ è un concept album che nasce da un’idea nata quasi per caso e che poi si è sviluppata con una pianificazione ben precisa e curata nei minimi particolari. L’album infatti è stato concepito partendo da un paio di brani che stavamo finalizzando e che poi hanno dato lo spunto per la realizzazione di una vera e propria storia: Henry musicista di talento ripercorre le tappe fondamentali della sua esistenza. L’ispirazione è stata dettata dai contenuti delle prime canzoni che avevamo realizzato ‘Henry’ e ‘Il più normale’ quindi successivamente ci siamo resi conto che potevamo approfondire di più la psicologia del personaggio e da lì è nato tutto.

Quali sono le vostre principali influenze?

Sono molteplici, anche perché la band nel suo interno è cresciuta con diverse influenze musicali.
Facendo una sintesi possiamo dire che il prog anni 70 ma anche quello più moderno dei Porcupine Tree , Steven Wilson hanno parecchio determinato il nostro sound. Ma anche progetti come Blackfield,
The Pineapple Thief ci piacciono molto e sono fonte di inspirazione.

Come nascono i vostri brani?

Si parte quasi sempre da una idea musicale e poi da lì ci si immedesima sulle sensazioni e le atmosfere delle linee melodiche per costruire i testi.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Oggi sicuramente fa più appeal una pagina social con molti ‘like’ e foto accattivanti, noi personalmente speriamo che la buona musica prevalga sempre e quindi se a tutto questo si aggiunge l’aver realizzato anche un buon disco allora si è fatto Bingo! Purtroppo non sempre è così specialmente nell’odierno.

Vi riconoscete nella definizione di artisti indie ?

Questo temine comincia a darci un po’ fastidio perché ormai è abusato e utilizzato in tutte le salse.
Oggi se sei ‘Indie’ sei figo, alla moda, con il vento in poppa. Una sorta di talismano che può aprirti tutte porte. Noi siamo una band di musicisti che fa musica divertendosi cercando di farla al meglio delle nostre possibilità, senza correre dietro al trend del momento. Ecco se ‘indie’ ha ancora questa accezione del termine allora potremmo riconoscerci in tale categoria. Ma abbiamo poche speranze al riguardo.

Cosa ne pensate dell’attuale music business?

Lo streaming ha ammazzato la discografia, il prodotto disco in sé. Oggi il mercato è dettato dal consumatore, mentre prima era l’artista ad anticipare le tendenze e le mode musicali.
Sono i consumatori che decidono cosa vogliono e come preferiscono ricevere quello che ascoltano.
I nativi digitali controllano il mercato ad una velocità pazzesca impensabile fino a 15 anni fa.
La musica è fruita velocemente, a random , in svariati modalità sulla rete digitale. Si sfrutta il prodotto musicale, abbinandolo all’immagine, al brand, insomma c’è stata una totale rivoluzione del music business.
Siamo un po’ restii a tutto questo e anche un po’ terrorizzati, ma cerchiamo di non esserne tagliati fuori consapevoli comunque, che la tecnologia, ha reso la musica molto più accessibile a tutti.

Credete che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Bella domanda, secondo noi hanno un po’ impigrito il rapporto diretto, sociale più affettivo che si poteva instaurare tra musicisti e pubblico.
Si va meno ai concerti e magari si segue di più l’artista in streaming. Dall’altro hanno comunque permesso
di conoscere molti più artisti in minor tempo. Riteniamo però che tutto ciò abbia reso più superficiale il modo di ascoltare un musicista e un determinato progetto musicale.

Qual è a vostro giudizio il confine tra indie e mainstream?

Crediamo che se ne sia perso un po’ il senso quasi una commistioni di ruoli, forse dettato proprio dal cambiamento delle logiche di mercato.

Cosa pensate del Crowdfunding? Lo ritenete un mezzo veramente utile per i musicisti?

Sì, può essere un ulteriore aiuto per i musicisti, a patto che vi sia un progetto solido di fondo che abbia già un buon seguito e pianificato per bene tutto, soprattutto una linea comunicativa vincente ed efficace. Non si può improvvisare.
Stiamo parlando sempre di una forma di marketing e quindi bisogna essere credibili per essere spendibili e avere consapevolezza delle logiche di mercato.