Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

Il mio ultimo lavoro discografico è un disco di 10 tracce dal titolo “Arancione”. Un disco nato dall’esigenza di raccontarmi e parlare di me, una sorta di terapia personale. Un bisogno quasi necessario di scavare nel passato per poter vivere nel presente.

Quali sono le tue principali influenze?

Sicuramente il cantautorato italiano, ascolto un po’ di tutto, dai cantautori del passato ai nuovi. Principalmente nella mia casa suona molta musica italiana.

Come nascono i tuoi brani?

Dipende..non c’è un modo preciso, so solo che spesso nasce qualcosa nella mia testa, arriva fino alle mani ed esce dalla bocca.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Per me conta un buon disco, non è detto che quello che ascolta la gente sia roba buona.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

La musica è una buona droga legale, purtroppo non tutti riescono a vivere di musica in Italia.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Non è obbligatorio schierarsi politicamente nella musica. La cosa che mi piace è che gli autori di testi possono scrivere il proprio pensiero. Una penna può diventare una vera minaccia per qualcuno. Se qualcuno vuole schierarsi politicamente significa che ha voglia di farlo, per ora non mi sono ancora esposto, mai dire mai.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

A causa del mercato esigente , da qualche anno la musica è diventata una questione di quantità. Si calcolano le visualizzazioni sulle varie piattaforme digitali, i like di Instagram e Facebook, tralasciando la qualità. In alcuni casi si è più personaggi che artisti, e forse è quello che ormai cercano le case discografiche, il personaggio da seguire e da poterci guadagnare. Viene dato poco spazio alle nuove proposte, a meno che non siano lanciate da qualcuno con interessi secondari, e anche in quel caso la musica che esce è raramente in mano ai musicisti.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Le nuove tecnologie hanno sicuramente avvicinato tutte le figure che ruotano attorno alla musica, sono un opportunità per proporsi, per mettersi in contatto e per diminuire la distanza tra un fan e un musicista.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Credo che ormai l’indie stia diventando mainstream. Penso che l’indie stia diventando una moda, questa parola sta avendo un uso spropositato in ogni campo… sta diventando un genere musicale e molti artisti stanno cavalcando questa onda diventando copie su copie. E per questo che dico che indie e mainstream stiano andando di pari passo

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Credo sia uno dei metodi per raccogliere dei soldi per prodursi, promuoversi e fare altre cose.

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