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Lo spiazzo largo non lascia spazio a dubbi. Il “Bicchiere della staffa” era il classico locale “per camionisti”.

Clod e Gino, i gestori, erano un’autentica leggenda nell’ambiente.

Falco era sceso dal camion massaggiandosi la schiena. La sigaretta mezza fumata gli pendeva dalla bocca mentre l’anima gli colava via una goccia alla volta, sotto il sole di un tardo pomeriggio estivo.

Per arrivare in quel posto in culo al mondo aveva dovuto fare una piccola deviazione ma era necessario.

Il locale era accogliente ma soprattutto, la radio era sempre accesa e passavano sempre ottima musica.

“Eccone un altro.” Ad accoglierlo fu Clod da dietro al bancone. Era burbero solo per finta e logorroico per davvero.

“Sei già affamato a quest’ora? Da dove arrivi? Cosa trasporti di bello, qualcosa di buono per me?”

Senza aspettare la risposta a nessuna di tutte quelle domande, Clod fa accomodare Falco e gli poggia davanti una birra fredda.

“Per ora basta questa e alza il volume della radio.”

“Perché? Sei Sordo?”

“La radio mi ha mollato parecchi chilometri fa e sto viaggiando da ore senza musica.”

“Sei un troglodita. Hai un telefono, no? Ascoltala da lì, come tutti, cretino.” Gino era emerso dalla cucina giusto in tempo per dire la sua. Lui era burbero per davvero, ma aveva un cuore d’oro e capiva le persone.

“Non ci so fare con quella roba. Sono alla vecchia maniera. Alza su.”

“…..ed ecco le tre canzoni che potrete votare sul nostro sito. Dopo la pubblicità trasmetteremo quella che ha ottenuto più voti, perché qui, siete voi ad avere il controllo.”

La voce della dj era squillante e carica di un entusiasmo esagerato.

“N° 1 Led Zeppelin – Babe I’m Gonna Leave You.

N° 2 Neil Young – Rockin in the free world.

N° 3 Gene Pitney – 24 hours from Tulsa.”

La sua voce sfuma in un jingle per lasciare campo libero alla pubblicità, quando Clod e Gino si guardano e danno voce alla domanda che tutti e 10 i clienti presenti vorrebbero fare.

“Chi cazzo è Gene Pitney?”

Falco è uno che ascolta tonnellate di musica e tra una sosta e l’altra legge. E parecchio. Il suo argomento preferito? Neanche a dirlo, il mondo delle 7 note.

“Siete dei cazzo di ignoranti. E’ un cantante degli anni ’60. Ha suonato il piano nei primi dischi degli Stones e in Italia ha pure partecipato a Sanremo.”

I due scoppiano a ridere.

“Credo lo conosca solo tu.” fa Clod ridendo.

“Beh spero non ti vada di ascoltarlo perché non c’è storia contro gli Zep.” gli fa eco Gino.

Falco lo sa che hanno ragione. Eppure gli piacerebbe ascoltare Pitney.

La canzone era la storia di un uomo che a sole 24 ore da casa incontra una donna, ritrova sé stesso e abbandona la sua vita di tutti i giorni.

Era un pezzo in cui Falco si poteva riconoscere.

Viaggi, lontananza, la vita che scorre sotto le ruote un km alla volta, la voglia di tornare, quella di non tornare più.

Roberta, i suoi sorrisi, le sue lacrime.

La solitudine e la fottuta radio che decide di mollarlo di venerdì sera in mezzo al nulla.
Era un pezzo in cui Falco si poteva riconoscere.

Poi ad un tratto qualcosa lo colpisce. Qualcosa che aveva detto Clod.

Senza sapere nemmeno da dove gli fosse venuto il pensiero si gira verso di lui.

“E se ti sbagliassi? Se vincesse Pitney? Scommettiamo? Se vinco mi offri questa birra.”

Clod guarda Falco sorridendo mentre i clienti rizzano le orecchie di fronte a questo inaspettato O.K. Corral.

“Sai che ti dico? Ci sto! Tanto lo conosci solo tu.”

“Ed eccoci tornati in onda, pronti ad annunciare il pezzo che ha ottenuto più voti.”

La voce della dj è più euforica di prima.

“Adesso alzo Falco, così ti godi i Led Zeppelin.” Gino non ha dubbi, gli Zep sono i signori e padroni del Rock e nessuno può competere con loro, nemmeno Neil Young.

Pitney per lui, non è mai nemmeno entrato in partita.

“Dai Gino, non vorrei che il nostro Falco ci restasse male. Lui ci teneva ad ascoltare Gene Vattelapesca.” Clod scoppia a ridere.

“Zitto e senti questo arpegg..” la parola muore nella gola di Gino mentre alza il volume.

“…citore è Gene Pitney, 24 hours from Tulsa.”

Clod e Gino sbarrano gli occhi, alcuni degli 7 clienti (2 sono fuori che fumano mentre uno è al cesso), protestano addirittura mentre un altro solleva il bicchiere a salutare la vittoria di Falco.

Il pezzo parte e sul volto del camionista si stampa un sorriso radioso che rivolge al suo avversario sconfitto.

“Guarda che culo. Ridi, ridi. La sola volta in vita tua che vinci e tutto quello che guadagni è una birra e una canzone di merda in radio.”

Falco ascolta tutto il pezzo, finisce la birra e si alza. Mentre si dirige verso l’uscita Gino lo ferma e gli porge un’altra birra.

“Porta il culo su quel catorcio di camion e fila a dormire per oggi.”

“Ehi, la birra che ha vinto l’ha già bevuta” fa Clod perplesso mentre Falco esce sorridente.

“Amico mio, per essere uno che passa la vita dietro un bancone a parlare con la gente, tu delle persone non capisci veramente un cazzo.”

Gino capiva le persone.

Chilometri e chilometri senza musica possono far sentire solo chiunque.

Per questo Falco era così contento.

Non era per la vittoria di per sé.

Falco era contento perché adesso sapeva che lì fuori, da qualche parte, c’era qualcuno come lui.

Perché per una sera, grazie a quella canzone, Falco aveva capito che non era solo.

E non è forse a questo che serve la musica?

M.Z.