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Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

Il 24 maggio 2019 è uscito il mio album ‘Secret Eden’. L’idea è nata dalla creazione del brano ‘Secret Eden’, durante la quale mi sono trovato immerso in un Eden, un luogo spirituale presente in ognuno di Noi, che racchiude tutte le emozioni vibranti, nostalgiche e dolcissime, dettate dal Cuore lungo il tragitto della vita. Da li in poi, ho sentito che alcuni brani che stavo componendo o che avevo già completato, appartenevano in particolar modo all’universo emozionale di questo Eden Segreto. Come ‘Toi, dans un soupir’ che parla dell’amore verso una ragazza di un tempo passato. Un amore sincero e grande che pervade e investe con la sua melodia a tratti dolcissima, a tratti vibrante; come ‘Divine love’ che racconta del sentimento d’amore che ci lega a Dio e che ci guida lungo il tragitto della vita; o come ‘Douce caresse’ che incarna la tenerezza dell’amore materno.

Quali sono le tue principali influenze?

Sono un amante dei film e già da bambino focalizzavo molto la mia attenzione sulle colonne sonore, che sull’onda dell’entusiasmo, suonavo istantaneamente al piano. Le influenze sono tante; tra queste cito Ennio Morricone, John Williams, Ludovico Einaudi, Roberto Cacciapaglia e Fabrizio Paterlini. Ognuno, con la propria personale magia, ha saputo ispirare la mia capacità creativa.

Come nascono i tuoi brani?

E’ un processo creativo che non ha regole ben definite: mi capita di alzarmi nel cuore della notte con una melodia in testa e la consapevolezza che se non la registro la perdo per sempre; altre volte traduco istantaneamente in musica le emozioni che provo guardando un film o leggendo un libro; tra un esercizio e l’altro di tecnica pianistica, mi rilasso suonando qualunque cosa mi venga in mente e, quasi per gioco, mi ritrovo a comporre; mi capita di rimuginare su avvenimenti della mia vita ed anche li, quasi per guarire antiche ferite, il piano mi viene in soccorso permettendomi di raccontarmi e di liberarmi.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Beh, sicuramente un disco di qualità resisterà al passare del tempo. Il mondo dei social media ha la sua importanza nella fase di sponsorizzazione del lavoro musicale in quanto permette di raggiungere in maniera immediata gli ascoltatori ma tanti like non sempre giustificano la qualità di un brano.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Io, dal mio punto di vista, vedo solo l’aspetto positivo ovvero fare quello che mi piace e mi gratifica. La musica, che è la mia vita, mi permette di esprimere davvero tutto il mio universo emotivo senza filtri.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

La Musica è una canale di comunicazione e come tale può diventare un modo per far conoscere il proprio punto di vista, anche politico.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Sono assistito da un’ottima casa discografica e da un ufficio stampa ben organizzato. Hanno preso a cuore il mio percorso, quindi, mi sento ben supportato.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Indubbiamente questa nuova impostazione digitale della musica mi sta aiutando molto a far conoscere la mia musica. Ed è stupendo e gratificante avere un feedback immediato su una mia creazione.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Nella musica ci sono tante gradazioni tra queste due classificazioni; come tale credo che non ci sia un vero e proprio confine.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Penso che potrebbe essere un colpo vincente, se ben fatto.

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