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Carbone è un progetto editoriale indipendente che si propone di ricercare la bellezza della calma e il valore del tempo in un mondo sempre più frenetico. Abbiamo incontrato Poguen, penna storica di questa singolare rivista, che ci ha raccontato di più di questo mondo fatto di carta, inchiostro, poesia e disegni.

Come nasce la rivista Carbone?

La rivista nasce nel gennaio 2013 ed è una pubblicazione letteraria “clandestina”, per cui tutti gli autori si firmano tramite pseudonimi. L’esigenza di creare CARBONE nasce dalla volontà di uscire dalla distribuzione classica, appoggiata per esempio dalla Holden, creando una rivista libera a tutti, senza vincoli di contenuti e lontana dal web. La rivista vuole essere un ritorno al cartaceo, alla distribuzione “in strada”, o meglio in alcuni locali ben selezionati di Torino. Questa volontà di sporcarsi le mani di nero per scrivere ci ha dato l’idea del nome.

Da cosa è composto ogni numero e con che frequenza esce?

L’intenzione iniziale era di pubblicare un numero ogni stagione. Purtroppo da due anni la pubblicazione si è fermata a causa del trasferimento di alcuni degli autori e per via della difficoltà di supportare economicamente il progetto. Gli argomenti ovviamente pescavano dal contemporaneo e dalle notizie che permeano i nostri tempi e anche la nostra città, Torino. Considera che ogni copertina veniva realizzata a mano e rappresentava sempre quadri famosi rivisitati graficamente. Ogni numero conteneva racconti, poesie e disegni, tutti inediti. E la numerazione seguiva la serie di Fibonacci.

Secondo te ha ancora senso una rivista come CARBONE in un mondo fatto di articoli web con tempi di lettura sempre più stretti?

Carbone non ha la pretesa di arrivare alle masse ma nasce per le persone che hanno voglia di fermarsi, di leggere senza contare il tempo. Non a caso il sottotitolo della rivista è “Le temps qui va à pieds”. Ci sono cose che devono essere veloci, cose da cui esigiamo velocità. Allo stesso tempo servono momenti per riscoprire la bellezza della calma.

Non credi i social porterebbero a una crescita della rivista?

Andrebbe in direzione opposta al progetto. Se fosse su web non sarebbe diversa da quanto già reperibile on line e perderebbe il suo senso. Pensa che per chi voleva scrivere su CARBONE, l’unica possibilità era lasciare il proprio numero di telefono all’oste del locale dove aveva trovato la rivista.

La rivista è sempre stata autoprodotta? Come si sostiene il progetto?

É totalmente autoprodotta. Abbiamo acquistato la carta (che è quella che si usa per le tovagliette dei pub) e i toner per stampare. Quando la rivista ha preso un po’ piede, alcuni sostenitori hanno proposto di creare uno spettacolo per finanziarla, utilizzando il materiale pubblicato. Il primo spettacolo è stato ripetuto tre volte e coinvolgeva 12 persone. Il nuovo spettacolo, che andrà in scena il 13 Giugno alle 21.00 al Circolo Arci Sud, è una riedizione di quello originale e coinvolge nuovi sostenitori della rivista.

Su cosa si concentra questo spettacolo?

Si tratta di una serata composta da letture accompagnate da musiche create appositamente, a cui si aggiungeranno quattro canzoni: due brani scritti per il primo spettacolo andato in scena cinque anni fa e due, invece, saranno brani del cantautore Bandini, amico della rivista, che suonerà per l’occasione. Con lui sul palco ci saranno Dario Ramondetti con i suoi live painting e Carlotta Grassi che reciterà i brani.

Dove si può trovare CARBONE?

In pochi locali amici. É distribuito gratuitamente tra San Salvario e Vanchiglia, dal Circolo Arci Sud al Camaleonte, al Funkiglia fino Al Des Artes, dove è ancora possibile vedere tutte le copie appese dietro al bancone. É una rivista itinerante e vuole viaggiare con le persone che hanno voglia di trattenere un po’ il tempo.

Esiste anche un programma radio, corretto?

Sì esiste e va in onda su Radio Banda Larga ed è un progetto di amici della rivista. Ogni puntata vuole raccontare i mestieri più antichi, con la volontà di riscoprire mondi più piccoli e artigianali. Radio Carbone va a scovare questi mestieri fatti di lentezza e che cercano di sopravvivere in un mondo basato sulla grande distribuzione e sulla comunicazione veloce.

Quali sono i progetti futuri?

Oltre a far ripartire la rivista, ci piacerebbe creare un documentario su CARBONE. Una giovane regista si è appassionata al progetto e ha iniziato a girare materiale per un futuro documentario. Speriamo veda la luce prima o poi.

Esistono progetti simili con cui siete in contatto?

Tempo fa era nata una pubblicazione simile alla nostra, fatta di racconti e poesie brevi, di natura satirica. Poi, però, non ci è più capitato di incontrare progetti simili, soprattutto niente che si muovesse al di fuori del web. E quindi, è proprio giunto il momento di far ripartire CARBONE!

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