Il portale della musica Indie italiana

Risponde Giuseppe Di Gesù, voce della band.

Parlaci del vostro ultimo lavoro. Cosa vi ha ispirato nella composizione?

Silenzio è il nostro primo singolo e la nostra prima uscita ufficiale. Abbiamo suonato molto nell’ultimo paio di anni dal vivo la nostra musica e i nostri pezzi e prima di entrare in studio la band insieme ha deciso che questo brano era la scelta giusta per la pubblicazione che è avvenuta il 4 Aprile. La canzone se devo spiegarla dalla mia prospettiva parla di un particolare tipo di rapporto fra due persone che forse anche io avrei difficoltà a definire bene. Ma il brano fondamentalmente è un’esortazione ad uscire dalle situazioni di incomunicabilità che ci creiamo per le più varie ragioni e una spinta a prendere in mano invece i nostri sentimenti reali, avere tale credibilità da parte mia da poter affermare che non sto cercando un semplice godimento momentaneo con te o un passatempo da consumare senza pensarci troppo ma qualcos’altro di più profondo che senza manifestarsi pienamente ha impedito che ci perdessimo. Comunque delle nostre canzoni non credo sia troppo importante cosa possano significare per me o per la band ma che senso acquisiscono in chi ne fruisce, questo per il musicista è la più grande soddisfazione, creare empatia con l’ascoltatore.

Quali sono le vostre principali influenze?

Sebbene scriviamo in italiano le nostre prime e più importanti influenze sono state le grandi band del rock britannico, partendo dagli anni sessanta fino agli anni più recenti. Alcuni nomi che hanno avuto particolare peso sono Beatles, Oasis, Blur, The Verve, Radiohead e Arctic Monkeys. Poi io personalmente nell’ultimo paio di anni mi sono addentrato nel rock alternativo sia straniero con gruppi come Alice in chains e Pearl jam ma anche in quello italiano in particolare con Afterhours, C.S.I. e Marlene Kuntz. Comunque in generale fra noi sentiamo davvero tanta roba ma è difficile riuscire a dire quali sono tutti gli artisti che ascoltiamo quotidianamente.

Come nascono i vostri brani?

Generalmente le band hanno due modi di scrivere, il primo è quello che vede un autore scrivere gli accordi e le parole e portare il brano al gruppo per l’arrangiamento finale, il secondo consiste nella band che jammando in sala prove assembla idee, pattern e riff che vengono buttati fuori nel flusso musicale. A noi appartiene il primo modo. Siamo una band più cantautoriale da questo punto di vista.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Questa è una domanda abbastanza interessante. Sicuramente i mezzi offerti dai social se usati saggiamente possono offrire un contributo non indifferente alla promozione della propria musica ma quello che conta ovviamente prima di tutto per dei musicisti sono le canzoni, se manca la materia prima non ha molta importanza cosa combini su instagram o Facebook a mio parere.

Vi riconoscete nella definizione di artisti indie?

Questa è un’altra domanda particolare ma a cui rispondo volentieri. Quando ho scoperto il termine “Indie” anni fa si faceva riferimento a quei gruppi stranieri fuori dai classici canoni stilistici e musicali rispetto un po’ a tutto quello che si sentiva solitamente in giro nel mainstream musicale. Faccio riferimento in particolare ai The Strokes, Libertines e Arctic Monkeys che hanno operato una vera e propria rivoluzione dal punto di vista dello stile, della musica e anche della moda. Queste band hanno avuto un grande impatto sia sulla mia formazione musicale ma anche della nostra band. Oggi il termine Indie ha assunto una connotazione completamente nuova, in Italia in modo particolare, facendo riferimento a tutti gli ultimi artisti emersi recentemente attraverso la diffusione di musica online. Alcune cose venute fuori a mio parere sono molto interessanti e meritevoli altre un po’ meno. In particolare quello che chiamano “It-pop” in tutta onestà non riesco assolutamente ad ascoltarlo o a cavarci qualcosa di interessante. Ritornando alla domanda quindi non so quanto ci sentiamo e quanto ci interessi realmente essere parte della nuova scena “indie” italiana proprio perché questo termine è oggi troppo vago e approssimativo a mio parere.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Il business spesso cerca profitto dall’arte ma inevitabilmente il compromesso fra questi due mondi rivela delle differenze che la maggior parte delle volte non sono conciliabili. Se c’è un merito generico della musica “Indie” è quello di provare a mantenere un’indipendenza dell’arte musicale ma anche offrire i meriti professionali che spettano agli artisti per quello che fanno e suonano.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Le nuove tecnologie riescono a compiere qualcosa che fino a qualche anno fa per i musicisti era impensabile. Grazie ad instagram  ci seguono e ci supportano persone che non abbiamo mai conosciuto o incontrato personalmente, non solo dalla Sicilia ma anche da altre regioni d’Italia, proprio per la capacità che hanno i nuovi mezzi di comunicazione di collegare persone così distanti tra loro. Riuscire a compiere una cosa del genere è un piccolo privilegio in passato davvero impensabile per gli artisti. Per noi curare questo aspetto della comunicazione nei social ha un valore di non poca rilevanza. Anche se alla base come detto sopra non può mancare la materia prima ovvero la musica.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Il mainstream è l’arte confezionata dall’industria. In musica per capirci è tutta quella roba scadente che sentiamo un po’ ovunque e che essenzialmente ha un valore artistico pari a 0. Proprio perché è roba di consumo ed è destinata ad essere cestinata una volta concluso il suo ciclo ed il suo utilizzo. La musica indipendente in un certo senso prova a mantenere la sua genuinità e artisticità libere dalle ciniche manipolazioni del business e dell’industria.

Cosa pensate del Crowdfunding? Lo ritenete un mezzo veramente utile per i musicisti?

Il finanziamento collettivo è una delle ultime novità in campo musicale. Per quanto riguarda la nostra band non è mai stato oggetto di nostro reale interesse o abbiamo mai pensato di operarlo. Comunque sono quei tipi di scelte che un artista o una band non può che compiere liberamente in base alla propria storia biografica e musicale, è solo un altro modo di modulare il rapporto con i tuoi fan e sostenitori.

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