Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

“Ci vorresti tu” è il terzo singolo frutto del mio primo progetto con ALTI Records. Nasce in un pomeriggio soleggiato di Ottobre accompagnato dalle note di Burnin’, disco di Bob Marley a cui faccio riferimento nel ritornello come “in un vecchio disco reggae”, ma in realtà di reggae il brano ha ben poco. Volevo però sperimentare nuove ritmiche e sonorità più fresche che non appartengono al mio solito modo di arrangiare, un vento estivo di cui avevo particolare bisogno per staccarmi dalla monotonia quotidiana rifugiandomi in un brano che attraverso la musica e le parole mi facesse muovere le gambe.

Quali sono le tue principali influenze?

La maggior parte delle influenze vengono da quella che mi piace definire “musica vintage”. Dylan e De Andrè sono stati i miei primi papà della scrittura, coloro che mi hanno dato il vizio della penna. Mi piace acquisire le sonorità del passato e reinterpretarle in chiave moderna, nel modo più naturale possibile. Riesci a sperimentare il futuro solo se conosci il passato.

Come nascono i tuoi brani?

Non ho determinati momenti o riti ispirazionali che mi portano alla scrittura dei brani. Sono piuttosto discontinuo, in alcuni periodi mi sento di dover scrivere molto, in altri posso non toccare penna per settimane. Credo sia dovuto a ciò che mi circonda e ciò che vivo. Le nuove esperienze sono la benzina del fuoco che sento.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Giusto o sbagliato che sia, l’immagine di un artista oggigiorno può contare più dell’arte stessa. Ma il valore di un buon disco non potrà mai essere paragonato a qualche manciata di like in più. Un musicista è un musicista, gli altri facciano anche i fashion blogger.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Libertà e notti insonni.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Da sempre la musica ha raccontato ideali politici. I cantautori di qualche decennio fa vivevano parlando di politica e le persone avevano il coraggio di ascoltarli. Oggi i contenuti sono cambiati, e non so a cosa porterà davvero questa cosa. Personalmente ritengo innaturale non schierarsi politicamente in una canzone, sarebbe come frenare le proprie idee per non scomodarne altre.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Servirebbero giorni per scriverci su. Mi limito nel dire che i nuovi mezzi virtuali di diffusione e vendita facilitano di gran lunga il commercio musicale rendendo tutto più accessibile e immediato. Dall’altro lato della medaglia, l’immediatezza e la facilità portano ad una inconsapevole svalorizzazione della musica in sè, ed è per questo che il fisico non va assolutamente dimenticato.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Il rapporto virtuale tra musicista e pubblico può esistere finché ce ne sia anche uno reale. Nel momento in cui il primo prenderà il sopravvento sull’altro (e sta accadendo) ci sarà da preoccuparsi, perché la musica è vita e la vita non si consuma dietro uno schermo.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Credo che il termine mainstream sia costantemente frainteso. Ogni genere musicale scandisce il tempo e il pensiero di un determinato contesto sociale e generazionale. Oggi, gli artisti indie cantano ciò che le persone vogliono sentire, a quel punto è naturale che subentri in un modo o nell’altro il flusso commerciale.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Al contrario di quanto si dica, il concetto che sta alla base del Crowdfunding non è sbagliato. Penso invece che sia un mezzo intelligente per realizzare e promuovere i propri progetti. Dà la possibilità a chiunque di concretizzare e creare, non vedo cosa ci sia di sbagliato. Purtroppo non ho sufficiente esperienza per giudicarne gli aspetti positivi e negativi, ma non nego che un giorno possa avvicinarmi a questo metodo.

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