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Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

Ciò che mi ha ispirato nella composizione di 7Words sono stati gli accadimenti degli ultimi 7 anni nella mia vita. Sono state le persone che mi sono passate accanto, che hanno condiviso con me parte del loro viaggio, alcune se ne sono andate, altre sono restate ancora per un po’, alcune hanno lasciato una traccia indelebile nella mia vita. Il mio disco parla di loro, e di quello che c’è dentro di me grazie alla loro presenza.

Quali sono le tue principali influenze?

Le mie principali influenze derivano dalla musica da film, Hans Zimmer, Michael Giacchino, Clint Mansel, prima ancora sicuramente dalla musica classica, dal progressive, ultimamente sono fortemente influenzato dal movimento neo classico, da figure come Max Richter, Nils Frahm, e dal minimalismo di Philip Glass.

Come nascono i tuoi brani?

La mia musica è fatta di sovrapposizioni, nasce tutto da una piccola particella melodica che metto in loop, sopra di essa ne metto un’altra, e così via, fino a creare un climax. Inizio a comporre sempre col pianoforte, poi però spazio nel mondo dei synth, del groove elettronico, e dell’orchestra. In quest’album in più ho utilizzato la voce umana, sia per comporre, utilizzandola come uno strumento musicale, sia per comunicare qualcosa, per agevolare il messaggio che già con la musica mandavo.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Diciamo che una pagina Facebook con tanti like è molto più semplice da ottenere che un buon disco.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

L’aspetto positivo forse potrebbe essere il fatto che, almeno per me ed il mio vissuto, riesco a trasformare in concreto (la musica) qualcosa di inconcreto (il mio sentito, il mio percepito) la musica dà un linguaggio a qualcosa che nasce senza linguaggio, qualcosa che non per forza si riesce ad esprimere con le parole. Di aspetti negativi nel fare musica non ne ho mai trovati. Non appena mi succedesse posso aggiornarvi, o se ne conoscete voi, mi piacerebbe confrontarmi. Mi sono formato come musicoterapista, conosco la musica anche come veicolo terapeutico, come ponte di cura, quindi conosco solo il buono della musica.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Credo che un artista e nella fattispecie un musicista, debba scrivere di ciò che sente, come dicevo prima, la musica è un linguaggio per trasformare in tangibile ciò che non si riesce ad esprimere in altri modi perché ci appartiene in profondo. Se un musicista ha bisogno di esprimere la sua idea politica, non vedo perché non debba farlo, ognuno è libero di ascoltarlo o approvare la sua idea o meno. Detto ciò: la politica non è certo ciò che muove il mio bisogno di scrivere musica.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Non lo conosco ancora a sufficienza per esprimere un giudizio. Sono riuscito a trovare delle persone (faticosamente) che, anche senza aver investito un granché, hanno creduto nel mio progetto, quindi la mia esperienza ad ora è positiva.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Credo che le nuove tecnologie riescano a portare i musicisti ad un più ampio pubblico di prima, di certo ne arriva molta di più, e di certo è più difficile che il pubblico abbia la pazienza di ascoltarsi un intero disco di uno sconosciuto, questo forse è l’effetto collaterale del modo in cui viviamo la musica a causa delle nuove tecnologie, ma non riesco a vedere questo modo di fruire della musica come un qualcosa di negativo, ho scoperto gruppi e musicisti che non avrei mai potuto conoscere senza la possibilità di trovarli grazie alle nuove tecnologie, quindi nella mia esperienza personale ho ricevuto più bene che male dalle nuove tecnologie.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

La presenza o meno dei soldi di un produttore?

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Per produrre 7Words ho speso molti soldi, non ho voluto fare crowdfounding perché già, almeno in parte, vivo di musica, e quello che guadagno spesso lo investo in nuove produzioni musicali, penso che il crowdfunding sia un mezzo importante per ragazzi giovani che ancora non hanno la possibilità di auto prodursi.