Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

Ottobre è nata un pomeriggio di Ottobre. Suonando la chitarra, mi ha colpito un particolare giro di accordi e ho iniziato a scriverci su il testo. La storia di un uomo che, a causa dei suoi modo di fare, perde il contatto con l’amata e la ricerca disperatamente durante la sua routine quotidiana.

Quali sono le tue principali influenze?

Ascolto quasi tutti i generi musicali, quindi mi piace prendere spunto da quello che ascolto per realizzare la mia musica. Ma non nascondo che il cantautorato italiano gioca un ruolo fondamentale nella realizzazione dei miei brani.

Come nascono i tuoi brani?

Chitarra e voce. Provo qualche giro di accordi, e da lì inizio a scrivere il testo. Dalla musica, in un certo senso, nascono le parole.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Se fai un buon disco probabilmente avrai un buon numero di like su facebook. Se dovessi scegliere, preferirei sicuramente realizzare un buon disco.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Non credo che fare musica abbia degli aspetti negativi. Tra i tanti aspetti positivi, invece, personalmente reputo che la musica sia un potentissimo mezzo d’espressione e di comunicazione. E quindi lo trovo molto utile per poter esprimere quello che ho dentro.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

La musica scandisce l’esistenza dell’uomo. E credo che la politica sia parte integrante del vivere la quotidianità. D’altronde per me la libertà d’espressione è fondamentale. Dunque non vedo perché debba essere un problema schierarsi.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Poter vivere di musica credo sia il sogno di ogni musicista. L’industria della musica dà lavoro a tanta gente, dalla realizzazione del disco sino ai live. Spendiamo troppi soldi per cose probabilmente inutili e che fanno male alla salute. Investire di più sula musica farebbe solo bene.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Questa è una bella domanda. Sicuramente dimezza i tempi. Oggi lanciare un brano nel circuito digitale è molto semplice e ti permette di raggiungere un sacco di gente. Ovviamente credo che l’artista debba necessariamente approcciarsi con il pubblico, soprattutto durante il live, per mantenere quel rapporto creato con l’ascolto del pezzo.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Non so in realtà se esiste un confine tra indie e mainstream. Sono termini coniati per descrivere un fenomeno. Personalmente credo che l’obiettivo sia innanzitutto esprimere se stessi con la musica. Se poi lo fai adeguandoti ad una corrente o cercando di mantenere l’essere alternativo a qualcosa, poco importa.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Torna un po’ la risposta alla domanda precedente. Investire nella musica può fare soltanto bene, quindi ben vengano questi strumenti che mettono l’artista nelle condizioni di poter lavorare serenamente ad un suo prodotto.