Il portale della musica Indie italiana

Parlateci del vostro ultimo lavoro. Cosa vi ha ispirato nella composizione?

Andrea: è stato bello suddividere i ruoli da buona squadra che rappresentiamo . Ci siamo circondati di stimoli eterogenei e ciò nonostante abbiamo ricreato un percorso unico e condiviso . Nelle nostre canzoni appaiono un sacco di aneddoti di vita calpestata in prima persona , ci siamo raccontanti per come eravamo e per come ora siamo , abbiamo voluto anche ritirarci una settimana nella natura e con spirito goliardico abbiamo scritto alcuni brani senza freni inibitori .

Quali sono le vostre principali influenze?

Lorenzo: abbracciamo un vasto repertorio; dal cantautorato italiano allo swing fino al rock. Un anno fa quando tutto è iniziato abbiamo studiato e arrangiato brani mettendo insieme le nostre influenze musicali: la conseguenza è stato avere un vastissimo repertorio adatto un po’ a tutti. Siamo riusciti a sfruttare ció creando interplay d’esecuzione ed un nostro sound che speriamo si senta nel nostro album.

Come nascono i vostri brani?

Lorenzo: Dalla volontà condivisa di esprimere qualcosa che arrivi da noi stessi nel modo più assoluto. Dopo il lavoro di arrangiamento con le cover, tra i vari concerti è nata l’esigenza di scrivere degli Inediti e direi che è avvenuto nella maniera più spontanea. Il tutto può nascere da un idea musicale inserendo dopo il testo o viceversa.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Andrea: ormai respiriamo sempre più un linguaggio virtuale . Siti, amicizie, pensieri, lavoro… beh noi Glue’s amiamo ancora il buon Hardware. Un buon disco è quello che ci fa essere presenti e soprattutto ci circonda di persone in carne ed ossa , con meno pollici alzati, ma più sostanza.

Vi riconoscete nella definizione di artisti indie?

Andrea e Roberto: Non so, c’è per forza bisogno di etichettare sempre i generi? A sto punto se dobbiamo dare per forza un nome a quello che facciamo chiamiamolo genere GLUES. Non abbiamo per forza bisogno di un’etichetta per giocare con la propria fantasia, esprimere le nostre emozioni e le nostre influenze musicali. Si rimarca spesso l’esigenza di classificare la musica ed il talento: noi viviamo in arte, non facciamo arte.  Glue’s Avenue genere GLUES

Cosa ne pensate dell’attuale music business?

Roberto: penso che sia molto difficile vendere dischi oggi, visto che non esistono più negozi e/o punti vendita. A parte l’ironia, penso che la gente abbia sempre bisogno di scoprire nuovi suoni, nuove storie, ma la grande industria non ha voglia di rischiare e dà da bere sempre le stesse cose e qualità e varietà stanno sempre più riducendosi. Ovviamente parlo della grande industria appunto, perché in realtà basta cercare e vi assicuro che cantautori validi di ogni genere ce ne sono eccome.

Credete che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Roberto: Credo che i social, se questo intendete, possano aiutare a pubblicizzare un progetto, ma non potranno mai sostituire l’energia e le emozioni dei live. Ovviamente bisogna cercare di usarli sempre nella maniera giusta e non abusarne.

Cosa pensate del Crowdfunding? Lo ritenete un mezzo veramente utile per i musicisti?

Roberto: Non so, noi non abbiamo ancora usato questo sistema, ci siamo autofinanziati facendo un centinaio di Live in un anno. abbiamo messo da parte concerto per concerto il necessario per realizzare il disco. Diciamo un po’ alla vecchia maniera. Però penso che possa anche essere utile, conosco gente che l’ha fatto ed è ha centrato l’obiettivo. Ognuno sceglie e ha i propri metodi.