Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

Sicuramente l’aver conosciuto una persona che mi ha aperto gli occhi un po’ su tutto, sui rapporti tra le persone (di vario genere) ma soprattutto mi ha dato modo di riflettere su tematiche più ampie come la visione della vita, dei propri comportamenti e dell’ascolto di se stessi (e degli altri). Riflessioni che si scontrano con il ritmo della società di oggi, dove nessuno ha più tempo da dedicare davvero ad altre persone, e se vogliamo, nemmeno a se stessi. “Nei tuoi occhi” è un mix di tutto questo.

Quali sono le tue principali influenze?

Amo follemente Tenco e De Andrè,ho le discografie intere a casa. Parlando di musica moderna, mi piacciono Dente, Brunori, Tommaso Paradiso, Ultimo, Cremonini. Diciamo, anche qui, un bel mix di generi 😀

Come nascono i tuoi brani?

Essendo molto introspettivi, nascono da situazioni che mi segnano, da un tormento interiore.O semplicemente nascono dopo aver osservato qualcosa, ascoltato qualcuno, letto storie che mi han colpito.A livello tecnico, preferisco partire dal testo, mentre scrivo mi viene automatico associare una melodia alle parole, che poi diventa musica (chitarra o piano)

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Questa è una domanda mooolto difficile. Siamo sicuramente condizionati dai like, visual, tutto quello che genera ascolti. Nell’ultimo periodo (soprattutto) han successo dei generi musicali che personalmente, mi trovano molto distante, per il semplice fatto che non mi trasmettono emozioni, sono lontani dal mio mondo musicale. Ma a molti altri qualcosa arriva, per cui buona musica o no, bisogna prenderne atto di questo. Sono dell’idea che una canzone o ti arriva o non ti arriva, bella o brutta non so, io cerco sempre di metterci tutto quello che posso, nella speranza che la gente ascolti e apprezzi, sia testo che musica.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Vivo la musica come libertà assoluta e come miglior modo per comunicare, ed è bellissimo. Dall’altra parte sicuramente c’è una forte esposizione, un mettersi a nudo, e spesso può farti soffrire, renderti più vulnerabile.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Come dicevo sopra, la musica è anche un potentissimo mezzo di comunicazione. Spetta all’artista cosa comunicare, ma alcune uscite a volte le trovo delle forzature.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Penso che per un emergente come me è molto difficile farsi ascoltare, soprattutto se non disponi grossi budget. Cambierei qualcosina. Soprattutto ai festival.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Personalmente adoro il fatto di poter visualizzare le storie su Instagram dei miei artisti preferiti. Capisci che oltre la popolarità, fanno anche loro cose “normali”, li avvicinano di più a noi. Puoi interagire con loro, se sei fortunato ti rispondono anche 😉

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

L’indie, per me, non esiste praticamente più, son tutti sotto contratto con Universal, Sony, Warner, scrivono per altri, hanno produzioni stellari, quindi anche a livello musicale siamo lontani da quei suoni tipicamente indie degli anni passati. Poi comunque , mainstream non è una cosa brutta, anzi.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Penso che possa essere uno strumento. Lo ritengo un mezzo utile se supportato da persone esperte e che sappiano come instradarti bene e darti dei consigli per realizzare una campagna di successo.