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Netflix, bisogna riconoscerlo, sa far parlare di se. Tra le produzioni della piattaforma streaming, c’è un film della serie “Black Mirror” dal titolo Bandersnatch. La particolarità di questo film è che permette allo spettatore di scegliere l’evolversi della storia e guidare così il protagonista a uno dei 5 finali alternativi a disposizione.

In passato era stato già tentato un esperimento simile ma Bandersnatch si spinge un po’ oltre.

In due sequenze infatti, al pubblico tocca anche scegliere quale canzone dovrà ascoltare il protagonista.

In pratica si tratta di scegliere la colonna sonora di due momenti del film.

In un progetto che si basa sulla scelta, una cosa simile potrebbe passare inosservata ma cosa accadrebbe se questa pratica si diffondesse?

Il settore del cinema è sempre più rapido e spesso tocca lavorare di corsa. La piaga delle “colonne sonore temporanee” ha già influenzato molti lavori, portando ad una standardizzazione dei temi che ha fatto perdere spesso originalità.

In pratica, dovendo montare delle scene per presentare il girato ai produttori, i registi spesso lavorano su colonne sonore prese da altri film. Il risultato finale però, compromette il lavoro perché la musica di sottofondo influenza il ritmo e la resa di una sequenza. Questo fa sì che il regista spesso si abitui a lavorare su una certa musica e finisca per chiedere al suo compositore  una musica clone di quella usata per i montaggi temporanei. Il risultato è ben riassunto in QUESTO VIDEO.

Una situazione come quella che propone Bandersnatch potrebbe quindi modificare sensibilmente il mondo delle colonne sonore.

Giusto per farsi un’idea, il settore musicale ha appena chiuso un anno in cui le musiche per film hanno registrato grossi incassi. Parliamo di Black Panther di Kendrick Lamar, The Greatest Showman, A Star Is Born, Bohemian Rhapsody e Mamma Mia! Here we go again.

Cosa accadrebbe però se a scegliere una colonna sonora dovesse essere il pubblico?

E cosa rappresenterebbe in termini di royalties una simile situazione?

Da un lato ci sarebbe il rischio di avere musiche sempre più piatte e standard, cosa che già avviene a causa dei ritmi del settore sempre più rapidi.

Dall’altro, potrebbero nascere progetti in grado di avvicinare artisti e pubblico e portare così alla nascita di una colonna sonora sempre più profilata e vicina ai gusti delle persone.

Ma è davvero questo quello che vogliamo?

Nel guardare un film il mio desiderio come spettatore è quello di venir trasportato in un mondo diverso, nuovo e la musica gioca un ruolo fondamentale in tutto questo.

Ancor più che sceglierla, voglio essere sconvolto da essa.

Come scordare i violini nella scena della doccia di Psycho o quel sibilo inquietante che accompagna il Joker nel Cavaliere Oscuro?

Cosa ne sarebbe dell’Ispettore Clouseau senza la musica della Pantera Rosa o dei litigi del La Strana Coppia senza il loro motivetto? E i duelli tra il Buono, il Brutto e il Cattivo sarebbero mai gli stessi senza le musiche di Ennio Morricone?

Personalmente non voglio qualcosa che assecondi sempre e comunque i miei gusti. L’arte dovrebbe scuotere e ampliare il nostro spettro, non farci restare chiusi in una comfort zone.

Quindi spero che si continuino a creare colonne sonore, che gli sia il peso giusto e il tempo di essere rifinite fino a diventare qualcosa di unico.

Titoli di coda.

Sigla finale.