Il portale della musica Indie italiana

Era così che Alice Cooper lo definiva. Non un genio ma “Il” genio.

La prima volta che ho sentito il nome di Frank Zappa è stata ascoltando “Smoke on the water” dei Deep Purple. In seguito mi sono imbattuto nel baffuto musicista tante volte.

Ogni volta qualcuno dei miei miti musicali lo citava come influenza o come modello e così mi sono incuriosito al personaggio.

Come poteva una persona essere stata tanto influente per tanta gente?

Per rispondere a questa domanda, basta ascoltare i suoi brani, leggere e recuperare i video delle sue interviste e si inizia a capire.

Si percepisce quel misto di genio e sregolatezza che non è comune.

L’ironia, la classe, la tecnica, tutti ingredienti delle sue composizioni e del suo stile di vita.

Un artista la cui influenza va ben oltre la musica. A lui sono state intestate strade, aule di musica, specie animali e organismi viventi e persino una scheda madre.

Come musicista ha ispirato molti, da Alice Cooper a Steve Vai, passando per Dream Theater e Caparezza.

Nel corso della sua vita ha messo alla berlina religione, società, politica e arte.

Frank Zappa si è spento 25 anni fa e, come lui stesso dichiarò: “Non me ne frega un cazzo se si ricorderanno di me”.  A noi frega parecchio invece perché Frank era un genio che non si è mai fatto tappare la bocca da vivo, sarebbe ingiusto si tacesse ora su di lui.