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La rete è spietata e prima o poi si viene a sapere tutto di tutti.

Oggi è la volta di Jered Threatin, polistrumentista americano che è in qualche modo riuscito a convincere parecchia gente, di essere una star del metal, con tanto di tour mondiale, agenzia booking ecc.

Un curriculum incredibile faceva bella mostra di sé sul suo sito web, ora oscurato. Collaborazioni illustri, premi, e citazioni da alcune press agency che, manco a dirlo, erano tutte fittizie e create da Jered allo scopo.

A questo si aggiunge un tour europeo, con date in Inghilterra, Francia e anche in Italia.

Il risultato? Pochi spettatori, molte spese, soprattutto considerando che il “nostro eroe”, aveva al seguito un gruppo di session men e che tra voli, alberghi, musicisti, ecc, deve aver sborsato una discreta vagonata di soldi.

A che pro non è dato saperlo. Certo è che oggi si può arrivare a costruire l’hype necessaria a creare una figura nell’immaginario collettivo.

Purtroppo per tutti gli aspiranti personaggi, ci si dovrà scontrare sempre con l’atto pratico.

Personalmente non credo basti più, oggi servono senz’altro competenze diverse, bisogna curare molti aspetti come i social ma alla fine dovrà sempre partire tutto dal palco.

Ed è un bene che sia così.