Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

“ Buona Domenica” è nata fischiettandola. Era una Domenica di fine autunno e stavo tornando a casa a piedi dopo essere stato a casa di un mio amico, Gabrus anch’ esso musicista. Eravamo nel suo studio ad ascoltare strumentali e una di questa mi fece partorire un motivetto fischiato che divenne poi il ritornello della canzone. Giunto a casa mia, le parole vennero fuori con naturalezza. Tex, il produttore, abbozzò la base, e Marco Zuppa colorò il tutto con la sua chitarra. “Buona Domenica” racconta una delle mie domeniche tipo, o meglio una delle domeniche tipo di un periodo della mia vita. Nostalgia mista ad hangover, consapevolezza di stare perdendo del tempo, il tutto incorniciato in un quadro provinciale e autunnale.

Quali sono le tue principali influenze?

Sono cresciuto con il rap italiano, in particolare con gli Articolo 31 e Neffa e il sabato sera andavo a ballare la tecno progressive di quegli anni (inizio 2000). Successivamente ampliai l’ orizzonte musicale ascoltando il reggae con roba tipo i Groundation, Damian Marley, il cantautorato italiano classico De Gregori & C. fino a quello dei giorni nostri, la musica New Age, la bossanova. Attualmente sono in fissa con quello che chiamano Graffitipop quindi Coma_Cose, Frah Quintale ecc. Non sono un NERD della musica, inteso che non conosco ogni singolo artista e ogni singolo brano. La mia ricerca musicale si basa sul suono non sul nome o su un album. Quindi, quando attacco una playlist a caso (ma anche no) su Spotify o YT, se un certo suono o una certa parola mi colpisce la faccio mia e lo tengo a mente.

Come nascono i tuoi brani?

Dipende.

Alcune volte parto da un titolo, altre da una visione, altre parto dalla noia. Sempre però con in sottofondo una strumentale, che è un degli elementi fonte d’ ispirazione. Raramente, quasi mai scrivo prima le parole. Le parole le stendo su un tappeto sonoro che funge da linea guida.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Se pagina Facebook con tanti like presuppone far arrivare la propria musica a tanti, in un mondo sempre più incentrato sul web, contano entrambi. Se fai un buon disco e nessuno sa che hai fatto un buon disco rimane sempre il fatto che hai fatto un buon disco ma non nessuno se lo caga. Quindi non esisti. D’ altro canto, se investi soldi nell’ADV per far crescere i like alla tua pagina ma hai contenuti zero puoi vantarti di avere tanti like su Facebook, ma la regola n. 1 del web dice: Content is king, quindi in soldoni stai buttando via i soldi. Esiste un equilibrio tra le due cose, che personalmente devo ancora bilanciare.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Bè, l’ aspetto positivo è che puoi farla.

E’ un’ estensione di te, la musica è come i capelli. Non è solo una semplice espressione , fare la propria musica è anche dare un’ estetica alla propria dimensione e se in quell’estetica si riconoscono anche altri, you win! Nel mio attuale percorso artistico, quella negativa sono i live :), Non mi piace stare al centro dell’attenzione. Ho fatto dei live e tutto sommato è andata bene. Forse un contesto diverso e più di “nicchia” può farmi cambiare idea 😉

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Sì, se vuole perché no? Tutti hanno un’ idea sull’attuale politica, c’è a chi non interessa, chi ha un’ idea annebbiata, chiara, precisa, chi la cambia… sta a te decidere se vuoi inserirla nella tua musica o tenerla fuori per farla emergere al bar con gli amici.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Non ne so nulla, non lo conosco dall’interno. Da fuori vedo la necessità di creare prodotti istantanei, sensazionalistici, colorati. Questo è quello che vende, perché l’ attuale società compra e viceversa.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Prima dei social, c’era forse l’ elemento “attesa” che era benzina sul fuoco della passione verso il tuo artista preferito. C’ erano le fanzine, le linee telefoniche adibite alla comunicazione di nuove date e/o all’ uscita del disco, aggiornavi le pagine del sito ogni venti minuti per vedere se c’ erano news. Sicuramente la Brama alimentava “l’amore” per quell’artista, quindi la vicinanza

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Non lo so, bisognerebbe chiederlo alle case discografiche. Quello che so per certo è che tutti gli artisti indipendenti che ho conosciuto e che conoscono sognano di passare in radio e di avere un contratto. La mia formula è: fai il più possibile quello che ti piace e chi ti pare, il resto va da sé.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Utile? Se per utile intendiamo raggiungere l’obiettivo preposto direi di sì. Avercene di finanziatori che credono nel tuo progetto. E’ un ottimo modo per fare girare la tua musica, per fidelizzare e acquisire nuovi fan. E’ un canale come un’ altro per farsi conoscere.