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Dopo il voto dell’Europa Europea avvenuto lo scorso Settembre, è la volta degli Stati Uniti.

“Con questo testo siamo un passo più vicini alla storica riforma delle nostre cattive e datate leggi sul diritto d’autore”, aveva dichiarato il relatore del Music Modernization Act Orrin Hatch.

Oggi, arrivata la firma di Trum, la proposta è ufficialmente una legge.

Le riforma più significative che questa legge apporterà sono sostanzialmente tre.

La prima è legata al pagamento dei diritti relativi brani incisi prima del 1972, che ora saranno garantiti.

Il secondo estende il pagamento di una percentuale anche ai produttori, mentre il terzo impone ai servizi di streaming, delle nuove e più semplici modalità per il monitoraggio delle opere utilizzate a fini commerciali, e per il pagamento delle royalities derivate da tale utilizzo.

Una svolta che, almeno su carta, sembra positiva e agile, che forse farà guadagnare punti e simpatia dalla comunità artistica al presidente.