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La Apple ha dato il via all’acquisto di Shazam. La cosa potrebbe passare inosservata ma non dovrebbe, perché si tratta di un’operazione che potrebbe cambiare radicalmente il mondo della fruizione musicale, sotto vari aspetti.

Il primo è certamente relativo l’acquisizione di dati. Acquistando Shazam, Apple avrà accesso alle ricerche degli oltre 150 milioni di persone che in oltre 200 paesi utilizzano il servizio.

Questo darà modo al gigante di Cupertino di profilare al meglio la sua utenza, fornendo potenzialmente nuovi servizi specifici per territorio e organizzando al meglio le playlist delle sue radio. Una possibilità che di certo interessa la Apple che, per la cronaca, ha acquistato la compagnia di analisi musicale Semetric, sei mesi prima di lanciare Apple music, nel 2015.

L’acquisizione però non si ferma ad un servizio, ma va ben oltre. Consideriamo che il reparto di sviluppo di Shazam, per fare ciò che fa, è composto da alcuni dei migliori tecnici e sviluppatori, reclutati dal MIT o da Stanford e questo, unito alle risorse della Apple, non potrà che avere un impatto sulle innovazioni dei prodotti delle compagnie e sulla fruizione della musica in casa e in viaggio, due punti su cui la Apple ha intenzione di migliorare il suo servizio e ampliare la sua clientela.

Resta da capire come il servizio si andrà ad integrare con l’altro servizio concorrente: Spotify.

Apple ha dichiarato che lancerà una versione senza pubblicità di Shazam, cosa che potrebbe avere un forte impatto su Spotify.

Le possibilità che il servizio di Shazam venga reso accessibile solo tramite Apple esistono, ma non è neanche da escludere che un link tra Shazam e Spotify venga mantenuto, dando così modo alla Apple di tenere d’occhio le attività di Spotify.

Ovviamente è presto per sapere cosa ci aspetta e come questa fusione possa modificare il mercato. Di certo si tratta di una quantità incredibile di dati che aiuteranno le multinazionali a far funzionare meglio i loro servizi e dare maggiori possibilità alle case discografiche di promuovere i loro artisti.

Speriamo solo che in mezzo a questo mare di dati, gli artisti indipendenti trovino lo spazio per una piccola isola.