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Fabio Lovino è un fotografo che, nella sua carriera, ha raccolto scatti di molti artisti.

Tra i tanti, ce n’é uno a cui é legato da una profonda amicizia, Riccardo Sinigallia.

Da questa amicizia nasce il documentario Backliner, presentato alla Festa del cinema di Roma, nella sezione autonoma Alice nella Città.

Voce narrante del progetto, che ripercorre il percorso creativo dell’artista romano, è un altro amico dei due, Valerio Mastandrea.

Un ritratto poetico e sentito, quello di Lovino,  che dell’amico dice: ” La sua musica è notturna. Anche io sono notturno. Di notte la musica si percepisce meglio, è tutto più tattile, più sensoriale. Quello che mi lega a Riccardo, e anche a Valerio Mastandrea, è il coraggio di fare scelte non facili, non necessariamente legate al denaro”.

Assente dal documentario è Federico Zampaglione che Sinigallia ha preferito non includere.

“A Federico voglio bene, è un uomo intelligente, ma c’è stato un problema storico fra noi. Quando qualcuno gli chiede: chi ha scritto La descrizione di un attimo?, lui non parla di me, non sono mai stato presente nei suoi racconti. Cosa sia successo fra noi, non lo so più neanche io”.

Un ultimo intervento di Sinigallia durante la conferenza stampa, ha messo l’accento sulla qualità delle produzioni odierne, sottolineando come fare musica di qualità, sia oggi visto quasi come un difetto. Come se abbassare il livello di qualità, sia quasi un vanto, di cui gli artisti sono consapevoli e, diremmo noi, complici.

“Io percepisco la rivalsa dell’anti-poetica come una cosa anche affascinante, ma le reiterazione di questo messaggio, questo dire ‘sti cazzi’ ad ogni costo non va affatto bene”.