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Quali sono le tue principali influenze?

Le mie principali influenze non provengono dalla musica ma da altre forme d’arte, su tutti il teatro danza del “Pina Bausch”. Ho avuto l’onore di collaborare con i ballerini del Tanztheater nel mio progetto di musica e danza “ESTASI” e festeggiare i quarant’anni della compagnia, all’interno del festival Pina40, qui sono stato impegnato nella duplice veste di compositore e performer è stata una delle esperienze più importanti della mia vita. Nei prossimi video ufficiali di EXILE ci sarà come ospite uno dei più grandi danzatori al mondo, sempre proveniente dal Tanztheater “Pina Bausch”.

Il tuo prossimo disco Exile esce il 5 Ottobre. Cosa ti ha ispirato nella composizione? Come nascono i tuoi brani?

Quando mi devo concentrare su un nuovo lavoro mi isolo nel mio studio e non solo a comporre ma anche a suonare e registrare tutto da me. Non è una cosa che fanno in molti: siamo abituati ad ascoltare dischi che non rappresentano davvero il talento di chi li firma perché realizzati con intere squadre di arrangiatori, esecutori e altre figure professionali. Per me, invece, la connessione tra idea creativa, realizzazione e incisione della stessa è essenziale: in ‘Exile’ ci sono le mie mani al cento per cento, c’è il mio tocco personale, che proprio in quanto personale non è replicabile. L’esilio del titolo rimanda alla mia volontà di esserci io, nei miei brani; con tutta la mia forza e con tutti i miei limiti, ma io.

In un mondo sempre più incentrato sul web,  cosa conta di più tra una pagina Facebook  con tanti like o un buon disco?

Io credo sempre nella qualità, per fare Arte non esistono scorciatoie.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Suono da quando avevo poco più che 5 anni di vita, la mia vita si perde nella musica e viceversa, questo è l’aspetto positivo e nello stesso tempo più duro, la musica dà ma chiede tanto, ho accettato questa sfida parecchio tempo fa.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Non mi è mai piaciuta la musica schierata. Personalmente se dovessi mandare un messaggio politico non farei il musicista. Anche il politico che vuole mandare messaggi musicali non mi piace, il politicomusicista è un esperimento terrificante. Terrei separate le cose.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Credo che ci sia una grande confusione ma io farei una distinzione tra chi fa Arte per Arte e chi fa arte di intrattenimento. Nel primo caso non è possibile prendere scorciatoie è un percorso che nasce e muore con l’artista e con i suoi tempi , nel secondo caso credo che il music business stia creando mostri da milioni di visualizzazioni su YouTube ma che poi non vendono un biglietto ai live show e se li vendono dopo 2 anni cadono nel dimenticatoio. Il music business come dice la parola pensa al business e in quanto tale ha a cuore “l’artista” fino a che non decide di passare oltre. Per fortuna nel mio mondo musicale e manageriale c’è solo una via per come la vedo io: fai le cose come si deve e di qualità.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o credi abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Tutto dipende da come utilizzi le nuove opportunità e tecnologie ma alla base ci deve sempre essere la sincerità e onestà intellettuale.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Credo che oggi sia più nebuloso questo confine , a volte può essere un Bene, molte altre volte un disastro.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Non ne so molto, non ho mai utilizzato questo servizio.