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E’ un annuncio di poche ore fa, ma ha già scatenato la polemica.

A Lo Stato Sociale verrà riconosciuto il premio Strade Del Jazz 2018. Questa è un’onorificenza che lega il suo nome a quello di Via Orefici, sorta di “walk of fame” di Bologna in cui sono state posate stelle di marmo per i grandi del jazz, da Chet Baker a Ella Fitzgerald e che quest’anno vedrà posarsi la stella di Charles Mingus.

Strade del jazz è inoltre una rassegna che ogni anno, vede 2 giorni di concerti gratuiti, ovviamente in chiave jazz. Tra gli ospiti di quest’anno vi saranno, per esempio, Tullio De Piscopo ed Enrico Rava, tra gli altri.

Difficile quindi far digerire al pubblico di una rassegna con questa attenzione al genere, l’idea di premiare una band che con il jazz, non sembra avere moto in comune.

Ovviamente l’organizzazione è stata tacciata di aver pensato ad un’operazione commerciale, snaturando il senso di Strade del Jazz.

Sulle scelte a volte paradossali che si legano ad eventi jazz, ne avevamo già parlato in questo articolo del nostro Anselmo Cane. E’ lo stesso paradosso che vede band come i The Darkness e la Black Label Society headliner del Pistoia BLUES Festival del 2015.

Ovviamente la crescita di popolarità di un genere, aumenta il pubblico e la necessità di soddisfare più persone con proposte più popolari. Detto questo, possiamo dire che la presenza di un gruppo come Lo Stato Sociale (che comunque è una realtà di spicco nella scena bolognese), non potrà che attirare pubblico a questa rassegna e magari, se la serendipità ci mette lo zampino, portare qualcuno a scoprire il jazz.