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Parlaci del tuo ultimo lavoro “Black and Gold”. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

“Black and Gold” è un disco che ho scritto nell’arco di due anni, durante i quali ho attraversato stati d’animo molto diversi. Credo sia chiaro, sia dal titolo che dalla musica, che ci sono momenti di grande malinconia e inquietudine così come scintille di serenità, e anche di ironia, volendo coglierla. E’stato un disco difficile da scrivere e ancora più difficile da arrangiare. Volevo trovare il vestito giusto per questi brani, e credo che un sound cosi’ nudo ed essenziale sia stata la scelta di produzione più giusta.

Quali sono le tue principali influenze?

A pensarci mi rendo conto che ormai ascolto di piu’ voci femminili, anche se sono cresciuta con Radiohead e Velvet Underground. Ultimamente mi sono appassionata ad artiste come Sharon Van Etten e Angel Olsen, ma devo dire che in generale ascolto da Timber Timbre, a Lana Del Rey ai Tinariwen. In realtà, al di la della musica, le mie influenze principali sono i luoghi, le sensazioni, le situazioni che vivo che cerco di elaborare e trasporre in musica e parole.

Come nascono i tuoi brani?

Dipende. A volte puo’ essere che nascano spontaneamente improvvisando con la tastiera, altre volte invece puo’ essere che io abbia un’idea di testo e sviluppi la melodia a partire da quello.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Vorrei dire che conta di più un buon disco ma temo sia una risposta troppo naif.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Uno degli aspetti positivi è che la musica è un veicolo straordinario per comunicare emozioni e idee che altrimenti resterebbero inespresse. Uno negativo è che nella maggior parte dei casi è difficile poter vivere di sola musica.

Hai suonato molto all’estero e lavori stabilmente a Berlino. Quali sono le principali differenze che noti tra l’Italia e l’estero nel campo musicale?

Non saprei, io vivo a Berlino che non rappresenta tutto il mondo. Di certo, li la scena è molto piu’ varia rispetto all’Italia. Ci sono sempre tantissimi concerti e di tutti i generi. Ci sono chiaramente le mode come in Italia. A Berlino per esempio va molto la musica strumentale e non è raro assistere ad un concerto sperimentale di solo violino in una sala piena di gente. Quello che in Italia sarebbe considerato di super nicchia,a Berlino è quasi mainstream.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

E’ un tale labirinto che faccio un po’ fatica ad orientarmi a dire il vero.

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che li abbiano distanziati?

Il problema è che oggi la presenza online degli artisti è cosi’ forte che parte del pubblico invece che andare ai concerti si accontenta di seguire la loro musica su internet. Le nuove tecnologie devono aiutarci a farci conoscere da un pubblico più ampio ma non bisogna dimenticarsi che la musica vera è quella suonata dal vivo.Quindi staccatevi dallo schermo e andate ai concerti!

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Credo che l’indie sia come una polvere, a volte sottile, che si nasconde fra una parola e l’altra, fra una nota di piano e una sfumatura della voce. E’ difficile definirla, ma quando c’è, la riconosci.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Non saprei dire perché non l’ho mai provato, ma penso lo possa essere, perché no?