Il portale della musica Indie italiana

E’ un giorno cruciale per la battaglia del copyright. Alla riunione plenaria di Strasburgo che si terrà oggi, verrà infatti votata la direttiva sul digital market, che mira a svecchiare le norme dell’UE, in materia di diritto d’autore nell’epoca digitale.

L’obiettivo è quello di garantire un giusto ingresso economico a chi produce contenuti di carattere artistico (musicale, editoriale, cinematografico, ecc), da parte dei giganti del web come Google, Facebook, ecc, che da questi contenuti traggono un considerevole profitto.

A far discutere sono in particolare due articoli, l’11 ed il 13.

Il primo, già soprannominato “link tax”, imporrebbe agli Stati membri, di riconoscere una “una giusta e proporzionata remunerazione per l’uso digitale” ai produttori di contenuti, per l’utilizzo “delle loro pubblicazioni dai provider di informazioni”.

L’articolo inoltre presenta una raccomandazione finale che invita gli autori ad assicurarsi di ricevere un’adeguata percentuale “del valore aggiunto incassato dagli editori dall’uso delle proprie pubblicazioni”.

L’articolo 13 invece mira a creare un filtro verso i contenuti che violano il diritto d’autore.

Le piattaforme (Google, Facebook, ecc), stando all’articolo dovranno “siglare contratti di licenza con i proprietari dei diritti, a meno che questi non abbiano intenzione di garantire una licenza o non sia possibile stipularne”. Attenzione, in mancanza di tale accordo, toccherà sempre alle piattaforme predisporre “misure appropriate e proporzionate che portino alla non disponibilità di lavori o altri argomenti che infrangano il diritto d’autore o diritti correlati”.

Il confronto è serrato anche perché, ricordiamolo, si parla di normative che avranno un impatto economico massiccio. I due fronti vedono schierati, da una parte l’industria musicale, dall’altra i colossi web che temono ripercussioni sui fatturati legati al mondo delle pubblicità. E qui si parla di miliardi.

Una voce importante, è anche quella delle piccole imprese, che vedono la possibile minaccia di una stretta su un business già piccolo. Cosa che, paradossalmente, andrebbe a spazzarle via, favorendo nuovamente i grandi colossi del web.

Non ci resta che attendere il voto e incrociare le dita.