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Fa piacere sapere che esistono ancora posti così. Posti in cui tutto si basa su serate di musica live. E non parlo del solo weekend, no.

Al Bluebird Cafe di Nashville, è possibile ascoltare un live praticamente ogni sera.

Il calendario delle date è fitto ed il posto è talmente noto tra gli artisti, che non lascia perplessi vedere star come Steven Tyler esibirsi al centro del locale al 4104 di Hillsboro Pike.

A seconda del giorno della settimana, la proposta cambia. Se il lunedì è la serata “open mic”, in cui chiunque può entrare e suonare un brano, la domenica è dedicata ai cantautori in erba. Questi non vengono pagati per la loro esibizione, ma ogni domenica c’è una guest star della scena di Nashville. Una vetrina insomma, per i meno conosciuti. Durante gli altri giorni è la volta di The Round, il format più ambito cui partecipare. Un live prettamente acustico che si svolge con i musicisti seduti in cerchio in mezzo al pubblico.

Un situazione intima in cui i musicisti dialogano tra di loro, con il pubblico, suonano insieme o da soli e in cui si crea una forma di condivisione, che è il senso di un’esperienza live.

Quella del Bluebird Cafe però, non è solo fortuna. Qualcuno può obiettare che trovarsi in una città che trasuda musica, renda tutto più semplice. A mio avviso no, perché se a Nashville ci sono tanti locali (praticamente tutti), che propongono musica, la concorrenza è ancor più alta e brillare in mezzo a tanti, è dono di pochi. Il successo di questo locale è da ricercarsi nella selezione degli artisti e nella proposta musicale che copre tutta la settimana.

7 giorni di musica, con modalità diverse. Un’isola felice per una realtà che probabilmente è molto distante dalla nostra, sia per mentalità che per burocrazia.

Ad ogni modo, fa piacere sapere che esistono ancora posti così.