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Un mito. Il Festival per antonomasia, capace di restare nell’immaginario collettivo per quasi cinque decadi, non solo per i nomi coinvolti ma anche per la cultura che rappresentava.

Con lo slogan “Tre giorni di pace, amore e musica”, si lanciava un messaggio chiaro, che il mondo hippy raccolse subito.

Un messaggio forte, in un’America coinvolta ancora nel conflitto in Vietnam e attraversata da forti conflitti sociali.

Si potrebbe dire che Woodstock sia stata una forma di protesta pacifica.

Sul palco c’erano alcuni dei nomi più importanti della scena musicale di allora, molti dei quali considerati ancora oggi mostri sacri del rock.

Janis Joplin, Jefferson Airplane, Santana, Creedence Clearwater Revival, Crosby, Still, Nash and Young, The Who, Joan Baez e a chiudere il Festival, il magnifico Jimi Hendrix, la cui chitarra ha trasformato l’inno americano in un lamento furioso, simbolo perfetto di una protesta fatta di pace, amore e musica.