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A distanza di un anno da “The boy who cried wolf”, Passenger torna con un nuovo album di inediti in cui conferma la sua capacità di porre al centro della sua musica le emozioni.

Lo stile resta immutato e continua a posare le proprie fondamenta nelle melodie alla chitarra che sono ormai il carattere distintivo del cantautore unite a dei testi mai ovvi che con immediatezza raggiungono le corde emotive dell’ascoltatore lasciando in alcuni casi più che in altri, delle impronte durature.

A fare da file rouge fra i diversi brani, questa volta c’è il tema della fuga, come è perfettamente esemplificato dal titolo dell’album stesso.

E’ una fuga in amore in cui l’abbandonato si chiede se sia stato “Hell” – il dolore – “or high water” – la paura – a fare scappare l’amata, oppure è un fuga che di fatto si trasforma in stasi quando dopo anni ci si rende conto di non riuscire a cambiare (“Why can’t I Change”).

Con “Heart to love” e “He leaves you cold” la fuga diventa il modo per cercare le cose giuste ma nei posti sbagliati. Se nel primo brano, Passenger si dichiara ancora in cerca dell’amore giusto per lui, nel secondo rimprovera all’amata l’aver scelto qualcuno che non la renderebbe felice (e lo fa con una delle sue tipiche metafore: ”I know he leaves you cold/He leaves an ice cube in your heart and a snowflake in your soul”).

La fuga, però, diventa anche un’esortazione a continuare a camminare nonostante le difficoltà che la vita ti pone davanti in “Let’s Go!”– tema che non è nuovo nella discografia di Passenger- salvo poi rendersi conto nella bellissima “Ghost town” che in realtà ha condotto sé stesso e chi lo ha accompagnato in una terra desolata. La fuga, quindi, si tinge quindi di connotati negativi quando porta ad allontanarsi da tutto e tutti.

La title track dell’album – “Runaway” – racconta, all’opposto, la volontà di fermarsi una volta trovato l’«heart to love» di qualche brano prima. Il trovare la persona giusta modifica i connotati del viaggio trasformandolo in una condivisione dello stupore nelle lande idilliache delle grandi praterie americane in “Eagle Bear Buffalo”, il cui contenuto nostalgico fa da ponte con il brano successivo: “To be Free”. Probabilmente il brano più personale che Passenger abbia mai scritto, è dedicato interamente alla travagliata storia di migrazione della sua famiglia, simbolo di tutti coloro che scappano per poter essere liberi. Il cantautore si fa accompagnare solo dal piano raggiungendo l’effetto desiderato: l’emozione di chi lo ascolta.

Chiude l’album “Survivors” che riprende il tema della solitudine cantato in “Ghost town” per trasformarlo da semplice constatazione a richiesta di aiuto perché quando si passa la vita a scappare, intorno a sé si crea il vuoto.

Angela De Castro