Il portale della musica Indie italiana

Parlateci del vostro ultimo lavoro. Cosa vi ha ispirato nella composizione?

“Veramadre” nasce da attimi di vita vissuta, da desideri, disagi, passioni e sentimenti forti. Viene fuori da uno stimolo interiore che bastava solo una penna e una chitarra per tirarlo fuori, ore di sudore in sala prove e tutto ciò che pensi, desideri e ami vanno a finire dentro le melodie che caratterizzano “Veramadre”

Quali sono le vostre principali influenze?

La cosa che ci caratterizza è il provenire da ascolti e influenze totalmente diversi, passiamo dal pop/rock italiano a quello inglese, dal metal al rap, fino al blues. Mischiando questi suoni e giocando con loro poi alla fine escono fuori belle cose.

Come nascono i vostri brani?

I nostri brani, come dicevo prima, vengono fuori da una penna e una chitarra, ma prendono realmente vita quando si fondono in sala con il sudore e la fantasia di tutti. Non esiste un nostro brano dove dentro non c’è un po’ di tutti noi.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Prima di tutto deve esserci un buon disco, della buona materia prima, un qualcosa che possa attirare l’attenzione e stimolare i sentimenti degli altri. Ma nel 2018 a questo si deve aggiungere una buona presenza sui social senza però perdere di vista la sincerità e l’amore per quello che si fa e si è fatto.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Se nella musica riesci a trovare lati negativi, smetti di fare musica non è la strada giusta per te…

Credete che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvate la politica nella musica?

La musica è sentimento, può parlare di amore, di rabbia, di rivolte, di politica, di qualsiasi cosa pensi e che possa trovare libero sfogo all’interno della canzone. Sicuramente non deve essere strumentalizzata ma se trasmette un vero sentimento si può parlare di politica.

Cosa ne pensate dell’attuale music business?

Un artista comincia a fare musica per il desiderio di comunicare (o almeno dovrebbe essere così) un qualcosa che a parole non si riesce a comunicare, questo è, e deve essere, l’unico motivo che ci spinge a scrivere canzoni, e non per fare business… Se si comincia a fare musica per il solo desiderio di “sfondare” e di essere “famoso” non è il modo giusto , ci sono tanto mestieri che possono farti arricchire o essere potenti, la musica non è il modo giusto per farlo… chi contribuisce a rovinare la musica facendo music business? i maledetti Talent!!!

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Oggi tutti possono provare a fare musica, grazie alle nuove tecnologie tutti possono “suonare” e incidere, con una buona qualità, dalla camera di casa e tutti hanno la possibilità di condividere con il mondo!! Questa è una grande possibilità, sicuramente ha i suoi pro e i cuoi contro, ma è veramente un grande passo in avanti… Ovviamente condividendo il tutto con il mondo ti aiuta a comunicare con il tuo pubblico, o a crearti un pubblico!!

Qual è a vostro giudizio il confine tra indie e mainstream?

Secondo noi la parola “Indie” (passateci il termine) è andata un po’ a farsi fottere… non esiste più “l’indipendente dall’industria discografica, ovvero non prodotto dalle major” Indie ormai, nell’uso comune, è diventato quasi un genere, associato a un tipo di musica, un tipo di presenza e di sonorità!! Tanti di questi nuovi artisti “Indie” sono diventati “Mainstream”, ora come ora c’è veramente una linea sottilissima tra “Indie” e “Mainstream”.

Cosa pensate del Crowdfunding? Lo ritenete un mezzo veramente utile per i musicisti?

Il Crowdfunding, se lo si fa seriamente e si ha una buona ricezione di pubblico, è un mezzo che ti da un grandissimo aiuto… noi grazie al Crowdfunding siamo riusciti a raccogliere quasi € 6.000,00 in 30 giorni, siamo riusciti a prendere il finanziamento di Postepay e grazie a tutto questo abbiamo prodotto e distribuito il nostro primo album “Veramadre”. Senza tralasciare il fatto che grazie a Postepay abbiamo avuto l’occasione e l’esperienza più bella della nostra vita artistica, aprire il concerto degli Afterhours a Rock in Roma 2017. Un esperienza unica salire su uno dei palchi più grandi di Europa, palco che pochi giorni prima di noi ha ospitato nomi come Marilyn Manson, Red Hot Chily Peppers, ecc. E tutto grazie al Crowdfunding.