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NOT Note Oltre Tempo: Se si sceglie di rincorrere il successo, i contenuti contano poco

1) Parlateci del vostro ultimo lavoro. Cosa vi ha ispirato nella composizione?

Quando scrivo i brani (Faber, cantante/chitarrista) ho bisogno di farlo da solo. Nell’introspezione trovo le idee. Può succedere passeggiando con i miei cani, in 
mezzo ad una cena, per via di una chiacchierata in corso…a volte anche nel dormiveglia, ed in questo caso, è una lotta per tentare di fissare le idee! Appena ho modo di farlo, imbastisco le canzoni e quando hanno un senso compiuto le faccio ascoltare al resto del gruppo, Davide (batteria), Giorgio (basso) e Dario
(chitarra). A quel punto inizia il lavoro importante di arrangiamento individuale, poi condiviso, per concludere la registrazione definitiva. Io, scrivo per bisogno. Più passa il tempo e più mi rendo conto che cercare sempre nuove soluzioni musicali mi diverte ed intriga, così scrivere parole ha del terapeutico. Nell’album d’esordio “Il primo passo” del 2016, ho guardato molto ciò che ci circonda ma sono stato defilato sulla sfera sentimentale, un po’ per riservatezza un po’ per paura del confronto. Sono state già scritte così tante canzoni e belle sull’amore che avevo paura di risultare banale. Ma la scrittura, come tutto, ha bisogno di pratica per migliorarsi. Con il nuovo album ho abbattuto un po’ di paure e sono usciti anche diversi brani legati agli aspetti umani delle persone e ai sentimenti in generale. Ora, capita che la gente ascolti questi brani e si ritrovi in situazioni o sensazioni descritte ed è una bella cosa. Continuo a scrivere, sempre naturalmente e continuamente. Effettivamente un terzo album esiste già, attende solo il momento giusto (probabilmente Settembre) per essere arrangiato e registrato e un quarto album sta vedendo la fine.
“Sogni e Bisogni”, il nostro nuovo e secondo album, è scritto e raccontato da trentenni. Una generazione a cavallo tra vecchio e nuovo. Che non si è collocata bene. In ambito lavorativo in primis, ma anche da un punto di vista sociale spesso e volentieri ed anche nella sfera affettiva prima citata. Quindi, questo album, contiene, appunto i sogni e i bisogni di una generazione.


2) Quali sono le vostre principali influenze?

Difficile rispondere. Siamo quattro individui ben distinti, uniti sicuramente da similitudini caratteriali, visioni del mondo che ci circonda e da un enorme passione per la musica, ma, abbiamo fatto percorsi musicali differenti. Percorsi che a tratti si sono incrociati e quindi oggi siamo qui, insieme. Sicuramente il cantautorato ha avuto un ruolo importante per tutti e quattro.

3) In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Dovremmo rispondere con certezza UN BUON DISCO ed in fondo così è. Va fatta una distinzione: se si sceglie di rincorrere il successo, i soldi facili, la fama fugace, sicuramente contano meno i contenuti e molto di più i “like” di Facebook o Instagram, ma noi, un po’ per età anagrafica un po’ per il tipo di musica e sound scelto, non possiamo far parte di questa prima categoria né ci interessa.
Sappiamo bene che il nostro pubblico verosimilmente va dai 25 in su, si sofferma su una musica che facilmente può restare in testa ma anche su testi che possono portare a riflessioni, ad un sorriso, una lacrima. Siamo vicini al cantautorato e lì ci teniamo a rimanere. I contenuti vengono prima dei like e siamo convinti che lavorando con passione, determinazione e fatica, tanta, i frutti pian piano vengano fuori e probabilmente, speriamo e ci crediamo, saranno “frutti” durevoli.

4) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

L’aspetto positivo sta sicuramente nel fatto che ognuno di noi, dovrebbe poter vivere delle proprie passioni. Alzarsi al mattino e aver voglia di iniziare a lavorare su qualcosa di importante per se stessi, che poi, è il segreto per fare le cose fatte bene. L’aspetto negativo… come in ogni lavoro, sta nel fatto che ogni tanto bisognerebbe avere la possibilità di staccare. Ogni passione importante, lavorativa o amorosa va frenata a tratti. Il rischio è che diventi routine, un movimento meccanico, perdendo così la freschezza e la bellezza.

5) Credete che un artista debba schierarsi politicamente?

Rispondo a titolo personale a questa domanda (Faber, cantante/chitarrista), tutto sommato, credo di sì e che comunque si percepisca. Penso trapeli nei miei testi, i vista espressi, umani, sociali, quale ideologia rifletto. Ideologia di cui Gaber cantava: “L’ideologia, malgrado tutto credo ancora che ci sia. È la passione, l’ossessione della tua diversità che al momento dove è andata non si sa”. Forse oggi, i più giovani, hanno bisogno di un’ideologia chiara, più che della politica. Di riferimenti, che non si trovino solo su Facebook o Instagram, o forse proprio questi ultimi dovrebbero essere meno non solo intrattenimento ma anche “cultura”.

6) Cosa ne pensate dell’attuale music business?

Forse un tempo la politica dirigeva l’economia… forse, oggi sicuramente è l’opposto. Il mondo della musica non fa eccezione, anzi, è sempre più strettamente legato all’idea di Show business e guadagni facili. Noi siamo un gruppo esordiente, ma non siamo più dei ragazzini. Le insidie possiamo solo immaginarle perchè fondamentalmente al momento siamo “indipendenti”. Per
questo nuovo album abbiamo scelto di lavorare con un ufficio stampa, “Divinazione Milano”, che ci sta aiutando a raggiungere tutti quei canali che da soli, non avremmo potuto. Se capiterà e c’è lo auguriamo, che una grossa etichetta “bussi alla nostra porta” cercheremo di mettere più attenzione possibile nelle proposte che ci verranno fatte. Niccolò Fabi, canta giustamente “Così come il musicista corteggiato dalle sirene e le insidie dell’industria vuole proteggere la sua arte dal mercato la sua qualità”.

7) Credete che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o che abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Come prima ci domandavi aspetti positivi e negativi del fare musica, questa domanda ha un po’ lo stesso tipo di risposta. Non esistono probabilmente, quasi mai, nella vita, decisioni tutte a favore o sfavore. Le piattaforme digitali come Spotify, iTunes ecc., su cui ci si può trovare più in generale cercando “noteoltretempo”, hanno di buono che chiunque può scoprirci e ascoltarci. Questo è molto positivo. Di contro, per via della natura umana, quando abbiamo tutto facilmente, tendiamo ad essere un po’ superficiali. Probabilmente l’ascoltatore medio sentirà il singolo che ha già orecchiato alla radio e poi passerà ad un nuovo artista. Nonostante tutto, come dicevamo già prima, pensiamo di fare parte di una fascia di artisti vicino al cantautorato, dove gli argomenti magari vengono approfonditi, quindi, confidiamo nel nostro pubblico e nella sua voglia di conoscere un po’ più a fondo le nostre canzoni.

8) Qual è a vostro giudizio il confine tra indie e mainstream?

Sinceramente (Faber, cantante/chitarrista) fino a poco tempo fa pensavo che l’indie fosse un genere. Questo per dire quanta attenzione pongo e poniamo sulle etichette e connotazioni, in generale. Il nostro nome, NOT, acronimo di noteoltretempo vorrebbe significare proprio questo. Stare fuori, il più possibile, da convenzioni. Non importa se suoniamo pop, folk, rap, blues, la musica in generale e si spera la nostra, dovrebbe essere in grado di dare un emozione, di far riflettere. Questo conta, più che essere indie o mainstream. “Calcutta” viene ancora considerato indie? Perchè oramai passa su tutte le maggiori emittenti nazionali e altrettanto “Brunori sas”…e aggiungerei, meno male! Speriamo un giorno di essere Indie quanto loro.

9) Cosa ne pensate del Crowdfunding? Lo ritenete un mezzo veramente utile per i musicisti?

Noi non lo abbiamo mai adoperato. Lo conosciamo e diversi amici musicisti esordienti attorno a noi l’hanno adoperato. Diciamo che se non hai un nome molto conosciuto probabilmente devi essere insistente, se invece il tuo nome circola, tutto diventa più facile.


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1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like e un buon disco?
Senza dubbio conta di più un buon disco, una pagina con tanti like porta tanti like alle foto e tanti commenti, ma non porta le persone ai live.. quello lo fa solo la musica fatta bene.