Il portale della musica Indie italiana

Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione? 

Tutta una serie di eventi che hanno fatto sì che potessi realizzare ciò che da sempre desideravo.
Un disco in totale autonomia che andasse a ripercorrere a ritroso quelle che sono le mie principali influenze musicali.

Quali sono le tue principali influenze?

Fondamentalmente tutta la buona musica; se poi si entra nel particolare tutta la musica d’autore, specialmente quella americana che va da Woody Guthrie a Bruce Springsteen. Penso anche ad autori non americani come possono essere Neil Young, Van Morrison,  Leonard Cohen ma ce ne sarebbero tantissimi da menzionare. Troppi…

Come nascono i tuoi brani?

In modo molto istintivo. Ci sono periodi nei quali sono maggiormente produttivo e credo dipenda molto dallo stato d’animo del momento. Quindi prendo in mano la chitarra e le idee escono da sole.
Ultimamente ho scoperto il pianoforte, un percorso compositivo totalmente nuovo e assai stimolante.

In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Ai like quasi mai corrisponde una presenza a un concerto o un acquisto del tuo lavoro, quindi ti dico la seconda. Senza dubbio alcuno e anche per principio.

Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Per come sono fatto io, l’aspetto positivo consiste nel fare quello che mi rende vivo e quindi felice.
L’aspetto negativo sta nel fatto che vivo in Italia e quindi fare musica e farla originale piuttosto che scegliere la comoda strada della tribute band ti porta quasi sempre delusioni.

Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

NO! Non contesto chi lo fa, tant’è vero che amo molto artisti come Billy Bragg per fare un esempio, ma non rientra nel mio modo di fare musica perché ho una visione talmente allargata delle cose che alla fine scontenterei sempre qualcuno.

Cosa ne pensi dell’attuale music business?

No comment!!!

Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o credi abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Credo che sia andato tutto troppo oltre e sì…hanno creato distacco e apatia.

Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Quella sottile linea che oggigiorno separa un certo tipo di musica di qualità dalla merda che ci propinano i grandi network.

Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Ci sono passato, mio malgrado e contro la mia volontà e ti posso dire che funziona solo se sei famoso.
Se non sei nessuno riceverai tante pacche sulle spalle ma se ti aspetti che un amico metta mano al portafogli anche solo per darti 10 euro…stai fresco. E’ una contraddizione, però se ci pensi funziona così. Vedere il proprio nome sul disco di un artista relativamente famoso, è cool. Vederlo sul disco di un signor nessuno…ma chissenefrega?? In definitiva, sono contro il crowdfunding. Se non puoi permetterti un disco super prodotto, devi ottimizzare il niente che hai senza andare a giro col cappello in mano. Tanto se una canzone è valida, si regge benissimo in piedi da sola con una chitarra
e una voce. Alla fine contano le idee.

Foto credit: Serenella Olivo