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Il terzo giorno di festival a Firenze è giorno dedicato agli Iron Maiden. I fan della Vergine di ferro sono assiepati già dal pomeriggio per i live di Jonathan Davis, in versione solista senza i suoi Korn e dagli Helloween, molto sentiti dal pubblico.

Sono le 21:15 quando il celebre discorso di Churchill risuona dalle casse per introdurre Aces High. Gli Iron Maiden hanno sempre curato le loro scenografie ma stavolta osano molto di più, tanto che l’ingresso della band viene accompagnato da una copia di uno Spitfire che resta sospeso sopra il sestetto inglese per tutta la durata del primo brano.
Segue Where Eagles Dare, brano ripescato dopo anni di assenza dai live. La canzone dà subito modo di notare come i musicisti siano in ottima forma. A spiccare è la base ritmica composta dall’atletica batteria di Nicko McBrain e Steve Harris che mica note col suo basso.
Two minutes to midnight è da sempre uno dei brani più emblematici degli Iron. Bruce Dickinson è quanto mai nel suo elemento. Con una mise per ogni brano, si lancia in interpretazioni non solo vocali, ma anche sceniche in cui riaffiora la formazione giovanile come attore di teatro. E’ proprio lui che spiega al pubblico come i brani in scaletta, sono legati da un filo rosso. Si parla di vita, morte, religione e libertà.
The Clansman viene seguita da The Trooper in cui Dickinson, sempre più performer a 360°, si lancia in un duello con la mascotte della band Eddie.
Il palco diventa una cattedrale con tanto di candelabri per fare da sfondo a Revelation, accolta con affetto dal pubblico. Meno entusiasmo viene riservato all’epica For the greater good of God e Sign of the cross, brano quest’ultimo che offre comunque un momento di grande pathos, grazie all’ottimo gioco di luci e alle scenografie curate e spettacolari.
Flight of Icarus, altra grande assente nella scaletta dei Maiden, vede Dickinson armato di lanciafiamme mentre in scena irrompe un Icaro gigante, destinato a precipitare alla fine del brano.
Fear of the dark, Number of the beast e Iron Maiden chiudono la scaletta, mentre i bis sono affidati a The evil that men do, Hallowed be thy name e Run o the hills.
Il concerto si conclude alle ore 23:10. Certamente è il live più breve tra quelli visti finora ma, a onor del vero, è stato anche il più spettacolare.
Up the irons.