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Visualizzazione dei post da Luglio, 2018

WILLIE PEYOTE - La musica va fatta anche nelle situazioni di merda

Abbiamo incontrato Willie Peyote, atteso stasera sul palco del Flower Festival, che ci ha parlato della sua musica, delle sue influenze, di Torino e...dei viaggi in furgone.

1) Sei in tour con il tuo ultimo disco "Sindrome di Turet". Un bilancio delle date fatte finora?

Un bilancio ottimo. C'è più gente di quella che ci aspettavamo e siamo molto contenti.


ANDREA DEVIS: Al momento avere tanti followers è ciò che conta di più

1) Parlaci del tuo ultimo lavoro. Cosa ti ha ispirato nella composizione?

Quando scrivo una canzone lo faccio sempre per esigenza personale: ci sono situazioni che si vivono e poi irrimediabilmente ritornano – dopo un po' – chiedendo di essere messe nero su bianco, e io puntualmente seguo l'istinto, le trasformo in canzoni. Qualcuno potrebbe considerarla quasi una sorta di terapia... e in effetti è così: la musica mi aiuta – ci aiuta – a vivere meglio, per questo ho deciso, dopo diversi anni, di raccogliere i miei brani in un album. Nella Stanza è dunque un insieme di racconti, nati certamente per esigenza personale, ma con la pretesa di arrivare alle persone, perché poi è questo quello cui un artista mira. Si tratta di tredici brani, realizzati con la collaborazione di Edoardo Morelli (che ha arrangiato e mixato tutto il disco). Mescolo le mie differenti anime, lasciando allo spirito vacuo del pop molto spazio, ma senza rinunciare alle contaminazioni. Due le cover: una rilettu…

GLORIA ZACCARIA: Gli artisti devono creare arte, è questo il loro compito.

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Credo che fare un buon disco sia sempre la cosa più importante. Certo è che, avere un buon riscontro web fa piacere a tutti, soprattutto ora che la condivisione è tutto. Un disco è comunque un prodotto da vendere e se affiancato da una buona campagna pubblicitaria che si avvale dei social, può portare risultati, anche se si è degli emergenti.

NOT Note Oltre Tempo: Se si sceglie di rincorrere il successo, i contenuti contano poco

1) Parlateci del vostro ultimo lavoro. Cosa vi ha ispirato nella composizione?

Quando scrivo i brani (Faber, cantante/chitarrista) ho bisogno di farlo da solo. Nell’introspezione trovo le idee. Può succedere passeggiando con i miei cani, in 
mezzo ad una cena, per via di una chiacchierata in corso…a volte anche nel dormiveglia, ed in questo caso, è una lotta per tentare di fissare le idee! Appena ho modo di farlo, imbastisco le canzoni e quando hanno un senso compiuto le faccio ascoltare al resto del gruppo, Davide (batteria), Giorgio (basso) e Dario
(chitarra). A quel punto inizia il lavoro importante di arrangiamento individuale, poi condiviso, per concludere la registrazione definitiva. Io, scrivo per bisogno. Più passa il tempo e più mi rendo conto che cercare sempre nuove soluzioni musicali mi diverte ed intriga, così scrivere parole ha del terapeutico. Nell’album d’esordio “Il primo passo” del 2016, ho guardato molto ciò che ci circonda ma sono stato defilato sulla sfera sentimenta…

DNrimA - Il music business va contro la crescita culturale

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

È indubbio che la soddisfazione del musicista nel incidere e vendere un disco è incredibilmente più grande del riscontro, seppur popolare, su Facebook. Dobbiamo comunque ammettere che Facebook è un'ottima piattaforma per pubblicizzare l'immagine dell'artista, che senza questo, in questa era potrebbe rimanere anonimo e sconosciuto pur essendo di elevata qualità. Vogliamo comunque far notare che postare su Facebook lo può fare chiunque, con i più disparati risultati, mentre il disco è un altro mondo.