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SETTE A.F.K. Siamo così politically correct che il “correct” equivale spesso a non dir nulla

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

Sette afk: Sicuramente con un robusto investimento si possono raggiungere
tonnellate di like sui social anche senza esser particolarmente affascinanti...
Non è invece detto che disponendo di un importante budget venga fuori a propri un bel disco. La “sensazione” ,se diplomaticamente vogliamo chiamarla così, è che al momento l'apparenza e l'esposizione siano comunque più importanti del contenuto artistico in sè. Lo trovo un pò triste e credo che la questione necessiterebbe anche di un minimo di riflessione. Ma meglio non essere utopici...Gattini a parte i social sono assolutamente fondamentali nella nuova
società per la costruzione di un prodotto artistico. Cercherò di starci un po' più
attento anche io. Anzi, per favore, likatemi sennò non dormo.



​2 – Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Sette afk: la musica, come tutte altre arti, è un incredibile convertitore di energie mentali e fisiche,indipendentemente dall'estetica dell'opera finita. L'arte, la musica, da la possibilità di trasformare le “energie negative”, il malessere in materiale sonoro e in soddisfazione personale o anche solo distrazione. Oppure elevare i momenti di concentrazione e chiarezza.
E' una valvola di sfogo già solo ascoltarla. Può enfatizzare i momenti positivi e diventare terapia nei momenti negativi. A volte è anche un po' stronza ma beh, fa parte del gioco. Cosa c'è di negativo nel fare musica?
Non farla.

3 - Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Sette afk: Assolutamente no. Zero politica nella musica. Solo sole, cuore e amore. Vorrai mica parlare di qualcosa che possa portare a pensare??

LOL

“Io faccio politica pure quando respiro, mica scrivo musica giocando a Guitar Hero, questi argomenti mi fanno sentire vivo in mezzo a troppi zombi di Resident Evil”

Il buon Caparezza...

Al momento la politica nell'arte appare scomoda e solitamente punto di gravitazioni della frase “è da comunisti”. Oppure immaginata relegata ad un pubblico extracolto da villa in collina. Siamo così politically correct che il
“correct” equivale spesso a “stai zitto e non dir nulla”. Politica vuol dire anche società. Spesso credo che l'errore sia quello di esporsi e comunicare con l'unico effetto di “convincere i convinti”. Mi spiego.. Se un artista sente la volontà e a le palle per mettersi in gioco (perchè servono) potrebbe trovare giovamento comunicando non solo cosa trova corretto e sbagliato su questo pianeta bensì tentar di smuovere chi reputa lontano dalla sua posizione ad avvicinarsi e perlomeno riflettere. Caparezza si destreggia su temi “pesanti” con grande stile, sensibilità e ironia. Chapeau. Prima dell'uscita dell'intero album esporrò il singolo “No slavery”, in feat con quell'americano rapper matto di Afu-Ra. Nel testo (uno dei pochi vocal dell'album) dico una marea di simpatiche cazzate. In realtà c'è un tentativo nascosto di esporre un'idea sociale e una spinta al chiedersi come cazzo viviamo. Ma per quel brano è presto. Chiudo quindi dicendo che non è possibile rispondere a questa domanda senza invitare il genio umano ad ascoltare “Italia amore mio”, capolavoro by Pupo, Emanuele Filiberto e un tenore che fa sempre molto “noi in Italia facciamo lirica bene”. Bene, ascoltate la traccia fieri che non capiterà più. Se volete far politica con l'arte sappiate che OMG il trio in questione si è spinto oltre le frontiere che davvero “Rage Against the machine” spostatevi....
Potevate però non dirlo ad Ed Sheeran di sta faccenda dei cantanti lirici eee.

4 – Cosa ne pensi dell’attuale music business?
Grande. L'intervento di arteterapia meglio riuscito nella storia. Jung, Benenzon ciao ciao. L'ibrido umano/post-it è finalmente realtà e ci ha coinvolto tutti.

Un attimo.. 2 secondi di silenzio per Big Fish...
Ok possiamo riprendere. Il mercato è profondamente mutato. La scomparsa del supporto fisico(direi questione fisiologica) ha sicuramente cambiato le carte e creato una condizione di mercato dove l'adattamento e la sostenibilità come erano strutturati da decenni sono saltati. E' solo cambiamento. Stikazzi. Si è creata da una parte una libertà incondizionata e dall'altra una mancanza di filtro che facevano, nel bene o nel male, i produttori esecutivi.
Da arrangiatore sono il primo a comprendere ed accettare il “we, devo
campare”. Scendere a compromessi a volte anche non troppo digeribili fa parte di questo stile di vita a meno che non hai due Lamborghini davanti a casa. Ma io
stesso sono il primo a ritagliare tempo per qualcosa che posso trovare innovativo o interessante . Le major non fanno spesso questo discorso. Dormono già abbastanza bene con xfactor, amici, cugini e vari. Per quanto riguarda l'impatto delle grosse aziende sul mercato o sui grandi network beh... se piace la trap e il rap... Perchè rischiare o investire altrove. In questo momento se in italia ci fossero i Chemical brother starebbero in una cantina a farsi le canne...Sicuramente non c'è voglia di rischio imprenditoriale. Un po' come un supermercato dove, se tutti comprano un prodotto X..
perchè investire in A B C e D? Per dare una scelta più ampia, per esporre all'audience una varietà. Certo. Ma …Dobbiamo far andare avanti il
supermercato...Anche se super distanti da navigati artisti classici stile Giorgia, Pausini o simili gli attuali artisti richiesti creano indotto. Come il prodotto X di cui parlavo prima.. E allora.. Perchè rischiare? Dall'altra parte ammettiamo anche che la proposta alternativa non è così affascinante o prorompente. E ci rifletterei un attimo. Insomma. Il business musicale ha varie sfaccettature. Per fortuna arriva l'estate e la botta trap sarà stemperata dal reggaeton
e da J-Ax e Fedez.
Ps: Annalisa mi piace. Quindi se volete litigare sul pop ci sono.

5 – Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o credi abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Pota! Altro che distanziare anzi, forse ci siamo avvicinati addirittura troppo. Ma è giusto così. O comunque è la normale evoluzione. Non è più il portare gente in macchina e far ascoltare il cd-rom. Una condivisione e fai conoscere un gruppo Metal-core indiano/afgano ad un tuo amico salumiere che abita a Sydney da un anno! Tranquillo. Il tuo amico tornerà da Sydney.
Pota. Scusate ma tento di allinearmi al nuovo governo italiano.
Cd-rom: scritto così.. Quanto vi sembra una tecnologia antica?

6 – Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Qui mi son perso qualcosa... non so se è perchè non ho il televisore in casa da non so ormai quanto oppure perchè già avevo sofferto la modifica di genere di alcune band da “underground” a “grunge”. Indie è un altro percorso, appresenta chi non segue il mercato classico delle major. Indie sta per indipendente. Cioè... E'diventato un genere come fosse un wok dove cuoci tutto insieme alla brutta.
Quando mi dicono “se vuoi venire c'è un live fanno indie” mi chiedo “e adesso che cazzo ascolto... sarà un tipo? Saranno in 3? fanno teatro? Ci saranno tigri che salteranno in cerchi infuocati?” bene o male un po' di drive alle chitarre, un po' di elettronica e dovrebbe essere tutto ok. Se non c'è qualche bella ragazza cmq non è indie. Non so chi si è inventato l'indie rock ma cmq è diventato un genere.
Basandomi sull'idea iniziale di “indie” Sette afk è “indie” pur non cantando le tristezze interiori con una chitarra finta vintage. L'idea era di esser mainstream e supportato da major con l'obbiettivo di assoggettare il pianeta con astronavi enormi piene di led a caso come le nuove Audi. Ma sembra sarà per un'altra volta. Perlomeno finche non farò trap o pop sanremese. E allora vedremo va...PS: parlando con un mio amico bassista vicino all'hip hop dissi stizzito: guarda che quando passerà sta moda del rap trap etc suonato male saranno in tanti a far panini
A: no vecchio, diventeranno artisti indie. Saranno cantautori indie...
ps: l'hip mi piace, vedi ultimi live gentaglia.

7 – Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Omg che noia....Probabilmente la mia attività di arrangiatore e produzione mi ha tenuto lontano da questa tipologia di ricerca fondi. Ho visto e sentito artisti creare cose inimmaginabili tramite il crowdfunding. Magari mi attiverò anche io da questo lato. Per ora osservo, imparo le “tecniche” di chi lo fa con successo (perchè non è così semplice) e tifo per i progetti meritevoli.


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2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like e un buon disco?
Senza dubbio conta di più un buon disco, una pagina con tanti like porta tanti like alle foto e tanti commenti, ma non porta le persone ai live.. quello lo fa solo la musica fatta bene.