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FIRENZE ROCKS: Guns and Roses - Il ritorno alle origini del rock

Bandane, borchie, jeans strappati, tatuaggi, giubbotti di pelle e occhiali da sole.
I Guns and Roses sono tornati e si presentano in alta uniforme.

Gli ex ragazzacci di Los Angeles bissano il successo dello scorso anno a Imola a quasi un anno da quella tappa. 
La Visarno Arena è strapiena di persone. Lo show inizia poco dopo le 20:30 e si parte da quella It's so easy già eseguita ieri sera con i Foo Fighters.

La scaletta è quasi identica a quella dello scorso anno ma con qualche novità.
Mr. Brownstone e Chinese Democracy si susseguono ed il pubblico è già coinvolto quando Slash intona l'intro di Welcome to the Jungle, brano che fa esplodere il pubblico ormai da vent'anni.



La band è in forma, a fare da traino è la chitarra di Slash, onnipresente e instancabile, sciorina assoli con quello stile che lo ha reso l'iconografia vivente del chitarrista rock contemporaneo.

Duff regge la base ritmica con solidità e precisione e Axl appare divertito e rilassato mentre si muove tra un brano del repertorio dei Guns e una cover.

Ne eseguono diversi i ragazzi di Los Angeles. Oltre alle consuete Live and let die e Knockin on Heaven's door, ci sono Slither dei Velvet Revolver,  la nuova Shadow of your love, Attitude, e The Seeker.

Si divertono i Guns e soprattutto, suonano. Il live è pieno di momenti suonati e la band fa un ottimo lavoro, lasciando libero Slash di lanciarsi in virtuosismi che spesso chiamano in causa anche Daren Jay, chitarrista in seconda, che regge bene il confronto con il chitarrista col cilindro.

Lo show prosegue e per I bis i nostri propongono un angolo acustico, che si apre con Patience.

La chiusura è affidata come di consueto a Paradise City, con tanto di fuochi d'artificio.

Tre ore di concerto ben suonate e coinvolgenti, anche grazie alle animazioni che accompagnano i vari brani.
Un live che, a opinione del sottoscritto, è stato meno emozionante di quello dei Foo Fighters ma formalmente perfetto, pieno di grandi brani e di quella consapevolezza che appartiene solo ai grandi.

E direi che non è poco.


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