Il portale della musica Indie italiana
E’ appena uscito “Vediamoci lo stesso”, tuo ep di debutto. Vuoi parlarci della genesi di questo disco?

In principio tutto era chaos e musica acerba. Poi, reduci dall’esperienza della blues-rock band ‘Bonnie Situation’, io e il chitarrista Gabriele Prandi abbiamo deciso di continuare a suonare in duo, riarrangiando alcune mie vecchie canzoni e scrivendone delle altre. Quando nel 2016 ci siamo accorti di avere parecchio materiale originale, abbiamo registrato un pre-mix alle ex Lavanderie Ramones, e l’anno dopo abbiamo fatto le cose sul serio nella mia casa a San Salvario, grazie alla collaborazione di tante bellissime persone, tra cui Nicolò Piccinni. Potrei definirlo un Ep collettivo.

Hai molta esperienza come musicista e ami mescolare i generi. Come scrivi i brani?

Scrivo i brani come li scrivono tutti, quando arrivano provo a prenderli e lascio che si plasmino attraverso tutte le altre mani che fanno musica con me. Alcune canzoni dell’Ep sono state scritte molto tempo fa, e hanno preso forma man mano che le suonavamo, altre nascono da session di improvvisazione, di altre ancora mi sono state regalate le melodie.

Cosa significa oggi essere un artista indipendente secondo te?

Beh, prima di tutto, cosa vuol dire essere artista al giorno d’oggi? Ritengo che quest’epoca in generale stia sfruttando il ruolo del creativo, dall’illustratore al web designer, dal musicista allo scrittore, dal fotografo al regista, nessuno escluso, e così facendo riduce l’arte a mera merce di consumo. In uno scenario del genere, essere ‘indipendenti’ potrebbe voler dire muoversi seguendo la propria logica, autoprodursi, proteggere la propria unicità musicale, e collaborare con tutti per quanto possibile.

Quali sono le tue influenze?

Ho un olimpo personale che comprende Mozart, Arcade Fire, The Beatles, Led Zeppelin, Billie Holiday, Muddy Waters e BB King, Jimmy Cliff, Janis Joplin, Nina Simone, Ray Charles, Bobby Dylan, David Bowie, Charles Mingus, Chet Baker e Miles Davis, The Smiths, Etta James, Velvet Underground, Rino Gaetano, Lucio Battisti, Gregory Isaacs, Bob Marley, CCCP, Lucio Dalla, Snoop Dogg, Blur, Radiohead, svariata musica elettronica, tutto il jazz e il blues possibile, e arriva agli incredibili musicisti contemporanei che conosco, come Wallis Bird, Brunori Sas, Bugo, Nicolò Piccinni, ErricoCantaMale, Johnny Fishborn, Ambra Drius, Andrea Laszlo de Simone, Est Egò, Smoke the Bees, Vea, Protto, Andrea Ciucchetti, Nebbiolo, Skulla, Leonardo Gallato, Andrea Tito Esposito, Fratelli Tabasco, il collettivo Pietra Tonale, ecc. (pardon, non posso neppure pensare di nominare tutti)

Qual è la tua idea di successo?

Il successo è poter lavorare nei settori che riflettono il proprio talento e le proprie inclinazioni per poter impreziosire se stessi e la società nella quale ci si trova; potrebbe anche significare trovare il proprio posto, poi guardarsi indietro e pensare che per metà del tempo ti sei occupato di ciò che amavi e per l’altra metà hai riso.

Hai mai partecipato o pensato di partecipare a un talent? 

 

No.

Quanto è importante la cura dei social oggi, per un artista?

Conta incredibilmente, ma solo perchè questa è l’epoca dell’opera d’arte nella sua infinita riproducibilità informatica. I vecchi canali di diffusione non danno più risultati, a meno che si faccia parte del mainstream. I social permettono un contatto sicuramente più diretto, ma anche limitativo per l’artista, a causa della bassa soglia di attenzione che si è sviluppata nel modo comune di apprendere le cose.

Hai visto il concerto del Primo maggio? Cosa ne pensi?

Ho visto delle parti e non ho dei pensieri precisi a riguardo; ho sempre preferito il concerto del Primo Maggio che organizzano al Forte Prenestino o a Taranto o altrove, per via della qualità della musica.

Che cosa pensi dell’attuale music business? Vorresti farne parte?

Ci sono mondi che non conosco e non mi appartengono, vorrei solo suonare il più possibile.

Quali sono i tuoi prossimi impegni in agenda?

Le prime tre tappe di presentazione del disco saranno: #8 Maggio alla Cricca Circolo Arci e #6 Giugno al Blah Blah, entrambe a Torino, in formazione completa -con Gabriele Prandi alla chitarra, Michael Pusheddu al basso, Alessio Boschiazzo alla batteria, Francesco Coppotelli al violino, e con l’onore di avere in apertura il cantautore Nicolò Piccinni. Poi il #22 Giugno suoneremo nel cortile di un castello sulla collina di Monticello d’Alba per il Roero Mon Amour. Vi aspettiamo!