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DANIELE TARCHIANI - Internet ha ucciso il music business

1. Cosa ti spinge maggiormente a comporre?

Comporre per me è una necessita, un bisogno non una scelta. Ciò che scrivo da sempre fin da quando avevo 20anni è sempre stato un modo per cercare di non
implodere l'immensa quantità di sensazioni che percepivo e percepisco.
Poi piano piano ho scoperto che avrei voluto in qualche modo comunicare agli altri i miei pensieri.. che fossero buoni o cattivi ma in genere io cerco di fare uso di quello che un tempo è stato forse il movimento più autorevole dei tempi moderni l'illuminismo. Ciò che sta scomparendo devastato dal cinismo dell'arrivismo..
Insomma per questo cerco, o almeno tento, di scrivere cose che siano comprensibili e non criptiche..detesto le frasi ad effetto che spesso nascondo una assoluta mancanza di idee.



2. In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like e un buon disco?

Se tu conosci il mio passato la mia risposta è scontata. Prima si fa un disco..e deve essere una cosa che si può toccare, guardare ed ascoltare non solo su un
telefonino poi, considerando che il progresso è inarrestabile dobbiamo accettare che per essere visibili e promuovere un buon disco che altrimenti cadrebbe nel vuoto sono necessari i social e il livello di gradimento.In oltre bisogna essere coscenti che gente come me è passata dal vinile al file passando per le musicassette e i Cd,. Ma i ragazzi di oggi ignorano tutto questo quindi per loro il web è il verbo. Il video del mio primo singolo "buon Natale Mr. Dan"è arrivato a 15000 visualizzazioni in 20 giorni e pare sia un ottimo risultato considerando che non esco da un talent nè da San Remoi. Detto questo , una volta il video sarebbe stato "Video Italia su Video music e su mtv. e non 1500 ma qualche milione di persone lo avrebbe visto inevitabilmente..

3. Un aspetto positivo e uno negativo nel fare musica?

Fare musica è a mio giudizio la cosa più bella del mondo, lo so sto dicendo una banalità, ma stare su un palco con qualche migliaio di ragazzi che cantano le tue canzoni ti fa sentire più vicino a Dio. Io la chiamo l'eucarestia rock: ti offri, se lo fai davvero corpo e anima cosi che il pubblico possa cibarsi di te per avvicinarsi ancora di più alla bellezza della vita. Non c'è esperienza comparativa.
L'aspetto negativo? devi essere consapevole che quella sarà la tua vita senza mezze misure.. Ciò comporta che non è improbabile che tu possa trovarti a non saper come fare a sbarcare il lunario..ed è lì che si può perdere la fede.. Ma entra in sala prove e lei ti trascinerà fuori con la testa da qualsiasi problema
il domani arriverà comunque come dice IL vecchio Vasco

4. ​Approvi la politica nella musica?

Non sono più i tempi di fare politica attraverso la musica (se mai ce ne sono stati non strumentalizzati).. E poi, hai una vaga idea di con chi schierarsi?
Comunque no, Sempre a mio giudizio un artista adesso deve parlare di cio che vede di ciò sta succedendo di ciò che ricorda e soprattutto dei sentimenti.. che non significano solo canzoni d'amore ma vibrazioni cosmiche della vita e anche in una canzone d'amore ci può essre un punto di vista che non riguarda solo gli occhi del tuo compagno/a ma tutto il mondo che ti circonda e puoi, se vuoi, guardare il mondo attraverso gli occhi di chi ami.
E ogni scelta che faremo comunque sarà una scelta politica in un modo o nell'altro.. Perchè se ci pensi bene aldilà delle minchiate elettorali tutto ciò che facciamo è politica. Personalmente io racconto, racconto deile mie sensazioni, delle emozioni provate, dei dolori delle incertezze dell'euforia della vita, dell'amore in tutte le sue forme, dei miei viaggi..e tutto racconta dell'esperienza che viaggia assolutamente sconosciuta vicino a me e alla mia ignoramza.

5. Come affronti la preparazione al live?

Sul live sono metodico, ossessivo quasi maniacale.. Ma posso anche improvvisare un pezzo mai provato.. posso preparare una scaletta al minuto secondo e poi non rispettarne un solo brano, non sbagliare un accordo dialogare col pubblico scherzare coinvolgere la gente che ti stupisce sempre perchè è molto più attenta di quello che ti aspetti.. ma mi è anche capitato di rotolare giù dal palco alla fine dello spettacolo senza ricordarmi una sola cosa di quello che
avevo fatto. Insomma normalmente cerco di divetirmi, se mi diverto io si divete anche la gente.

6. Cosa pensi dell'attuale music business?

Sarò diretto forse lapidario non esiste più il music business dall'avvento di internet.. internet ha devastarto gran parte della cultura italiana..la musica per prima. Prima un etichetta individuava un artista una band investiva in base alle aspettative e chi ci chiappava ne traeva i proventi attravrso la vendita dei dischi..e programmava eventualmente una seconda uscita magari investendo maggiormente.. Ragazzi ora i dischi te li devi registrare e stampare da solo o
fortuitamente come nel mio caso da un "mecenate" innamorato del progetto. Se non c'è ritorno nessuna etichetta investe su un progetto a meno che non sia preventivato da un talent show..e comunque contate i successi veri dei talent.. Ciò che già puoi vedere su un telefonino e un messaggio leggero te lo puoi fare in casa..No, il music business ormai è imperneato sui personaggi gia predestinati che poi magari svaniscono in un meno di una stagione. L'unica risorsa è il live.. dove se ne hai le capacita coinvolgi il pubblico e poi gli vendi i dischi le magliette i cappellini..Ma avete mai parlato con un impresario?

7. Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o credi abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Le nuove tecnologie avvicinano l'artista al punto che anche un deficente con una web cam si auto registra un video e siccome magari ci ha messo un paio di culi totalizza 50mila visualizzazioni.. Ora, un ragazzo dice all'altro, non guardandolo, hai visto l'ultimo dei Kings of leon (scherzo nessuno lo direbbe nessuno) e l'altro, aspetta ah si guardando il tel carino..finita li.
Ma te lo ricordi quando asperttavamo davanti al negozio di dischi il nuoivo disco (Di chi ti pare anche Renato Zero) e poi ce lo sdoppiavamo sulla cassetta.. come li ascoltavi quei pezzi..Con lo stupore, la sorpresa, la magia..,Ecco non c'è più niente di tutto questo. Beh però potrei mandare un messaggio a Scarlett Johansson...ahahahah|| (rapporto artista e pubblico).

8. Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Io scrivo canzoni le ho sempre scritte anche arraggiate dalla mia grande band gli
ANHMA..Ormai sono senza peli sulla lingua...Io non credo esista realmente un panorama indie se non appoggiato dal partito o quantomeno satellitante, infatti hanno un loro circuito i loro locali le loro piazze praticamente blindate a chiunque altro. Il problema è che a me pare sia tutta una facciata per dare la sensazione di fare cultura alternativa..ma poi negli ultimi 10 anni non ricordo un solo nome che sia sopravvissuto... come mai? perché appunto era tutta una facciata..
Quest'anno Lo Stato Sociale a Sanremo sembravano un gruppo di clown...boh..
Il resto è progettato copionizzato deciso a tavolino per trarne profitto nel minor tempo pssibile il mainstream è azienda, industria, imprenditoria, la musica vera sta diventando elitaria..per chi se lo può permettere...stamparsi un disco la grafica girare un video e lavorare con ufficio stampa. Le date te le cerchi o paghi qualcuno che lo faccia per te... This is italian rock and roll
Ma noi non si molla!!

9. Cosa pensi del crowdfunding? Lo ritieni un mezzo utile per gli artisti?

E' uno dei pochi mezzi che abbiamo ma va fatto seriamente e con proposte intelligenti e oneste. Per adesso ho preferito cercare persone specifiche che credessero veramente nel progetto.



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2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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Senza dubbio conta di più un buon disco, una pagina con tanti like porta tanti like alle foto e tanti commenti, ma non porta le persone ai live.. quello lo fa solo la musica fatta bene.