Passa ai contenuti principali

ROBERT PLANT PORTA IL FUOCO A MILANO

Sono passati 47 anni dalla celebre "Notte del Vigorelli" e 50 dalla nascita dei Led Zeppelin, eppure il loro cantante, Robert Plant, non ha smesso di portare in giro per il mondo la sua musica.

Il 27 luglio infatti, il suo tour toccherà anche l'Italia con uno show al Milano Summer Festival.





Accompagnato per l'occasione dai The Sensational Space Shifters: John Baggott (tastiera/percussioni/batteria), Justin Adams (chitarra), Dave Smith (tamburo), il cantante è pronto a portare live il suo undicesimo disco "Carry Fire".

E' sempre un piacere vedere un artista navigato e carismatico come Plant, in più nel suo caso, bisogna considerare un peso storico enorme.




Nonostante la sua carriera solista sia lunga e ricca di grandi brani, lui è stato e sarà sempre la voce che ha cantato incredibili successi, che hanno letteralmente forgiato la storia del rock.

Lunga vita al Re Leone quindi.

Bentornato Robert.



Commenti

Post popolari in questo blog

LODOVICO GUENZI de "Lo Stato Sociale" risponde a 6 domande scomode

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

ANGELO BRANDUARDI - Oggi ha più senso suonare che fare dischi

Classe 1950, 50 album pubblicati e una carriera che incarna l'indipendenza come poche altre, Angelo Branduardi è un musicista che suona da anni e che ha accumulato un'esperienza e una dedizione alla musica senza pari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di raccogliere le opinioni di un artista senza peli sulla lingua.

In un periodo in cui si parla molto di musica indipendente, cosa ne pensa della scena indipendente?

Io non la conosco molto ma in passato anche io e miei colleghi, che abbiamo avuto contatti con le multinazionali, potevamo contare su un'etichetta e una libertà assoluta. Negli anni d'oro della discografia, 70 - 80 - 90, al giovane talento venivano dati 5 anni di tempo e un piccolo stipendio mensile.
Ti dicevano: "Col primo disco ci perdiamo, col secondo andiamo a pari e col terzo guadagniamo."
Avevamo 3 possibilità, oggi ne hai una. 5 minuti e una pedata nel sedere.
In questo senso devo dire che un'etichetta indipendente ha un valore perch…

SPREAD - I vincitori di Sanremo sono solo retorici

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

​Inutile negare l’importanza dei like nel mondo della musica di oggi. I social però sono solo uno strumento che può aiutare a veicolare la tua musica. In sostanza: un buon disco può darti tanto
gradimento mentre tanti like da soli non fanno un buon disco. Comunque questi discorsi contano poco per noi che amiamo la musica ed è solo alla musica che rendiamo conto. È una cosa che si facciamo per stare bene con noi stessi. Insomma, meglio fare un bel disco che avere tanti like
ma chi può dire se un disco è buono? Di fatto i social in questo sono un termometro impareggiabile.