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Da un paio di giorni gira in rete la dichiarazione di Ozzy Osbourne sull’uso di un suo ologramma, dopo la sua dipartita.

Più che quella notizia, mi ha colpito quanto il frontman ha dichiarato sui requisiti per entrare nel mondo della musica oggi.

Le sue parole sono state: “Sono felice di essere entrato a farne parte tempo fa, adesso è quasi impossibile. Devi avere tutto il pacchetto, come l’aspetto, le movenze.” 


Impossibile. Quasi impossibile.

Non è certo una frase incoraggiante. Molti musicisti potrebbero farsi scoraggiare da una simile affermazione.

Purtroppo io sono un inguaribile ottimista.

La musica (e in generale l’arte), la si fa per assecondare un proprio moto interiore, non per compiacere un pubblico.

Altrimenti che senso ci sarebbe?

Questo soprattutto all’inizio del proprio percorso artistico.

Lo stesso Ozzy, come molti altri, non è diventato la star che tutti conoscono perché ha assecondato i gusti del pubblico. Almeno all’inizio è stato controcorrente e come lui molti altri.

Quindi ho deciso di lasciare queste considerazioni a Ozzy. 

Io so bene che una canzone non può cambiare il mondo, ma non può nemmeno nuocergli quindi, perché non continuare?