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L'ISOLA CHE NON C'E' di Marco Zuppa

Forse sto invecchiando.

Quando inizi a tirare in ballo il passato e usare frasi tipo "ai miei tempi", "una volta invece..", è segno che sei rimasto indietro.

A molti musicisti capita di fare discorsi che iniziano proprio così.

E, dato che sto invecchiando, forse inizio anche a diventare un pò intollerante.
Perché sentire qualcuno che paragona il presente con il passato, mi inizia a infastidire, soprattutto se si parla di un passato che non si è nemmeno vissuto.



"Oggi sia ascolta solo merda, non come una volta".

"Un tempo si premiava l'arte".

"In passato era tutto diverso".

Sì, forse in passato era tutto diverso, e con questo?
Bisogna fare i conti con il proprio presente, non con il passato degli altri.

Trovo questi paragoni sempre più inutili. E' la ricerca di un'isola che non c'è.
Un posto magico dove basta una buona canzone ed è fatta.

Secondo me non è mai stato così.
Un buon pezzo è il solo punto di partenza.
Se si vuole funzionare bisogna fare di più.
Essere provocatori, colpire il pubblico, creare scompiglio.

In passato, così come oggi, c'erano grandi canzoni ma non solo.
Elvis faceva grande musica ma si esibiva vestito come un lampadario.
Madonna a momenti si fa scomunicare con i suoi video, in cui sesso e religione sembravano sovrapporsi.
Mick Jagger va in giro dicendo che si è fatto assicurare il pene.

Tutte queste cose tolgono forse impatto al lascito di questi artisti?
Non credo, anzi forse quello è l'unico vero lascito di Madonna. 
Se si vuole fare spettacolo serve il senso dello spettacolo, altrimenti inutile frignare.

Mick Jagger diceva di Madonna: "E' una goccia di talento in un mare di ambizione".

Una goccia di talento credo l'abbiano tutti.
Forse però, ci serve qualche lezione di nuoto.



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