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DOLORES O' RIORDAN, LUGLIO 2004 di Matteo Gorgoglione

Eravamo giovani e molto innamorati, era quel momento in cui tutto ci andava bene, tutto ci rendeva felici e sorpresi: il menù sbagliato, il treno perduto, le ore smarrite nel camminare e camminare. Anche una città sbagliata. Baciarsi, prendersi per mano. Tutto molto indimenticabile, certo. Però il paesaggio idilliaco d’Irlanda, i prati verdi smeraldo, le scogliere a picco sul mare, ci avevano annoiato un po’. Senza un bar vicino, senza un tavolo dove bere e fumare, per me non è vacanza. Senza la città insostenibile, senza il fumo delle ciminiere, il traffico e i lavori in corso, io finisco per sentirmi spaesato. E, ne sono certo, è lo stesso per lei. Per questo, anche per questo, ci amavamo tanto, e anche oggi. Avevamo visitato le Cliffs of Moher, dopo un lunghissimo viaggio in bus. Arrivati sul posto, avevamo solo due bus per il ritorno. Uno dopo venti minuti e uno dopo otto ore. Bene, abbiamo preso il primo. La contemplazione in compagnia di centinaia di turisti, no. La natura, no.


“Terza città d’Irlanda dopo Dublino e Cork, Limerick ha avuto per anni un’immagine poco positiva (città operaia, quindi abbastanza brutta esteticamente, quindi poco interessante ecc.)”. Questo diceva la nostra Routard. Partimmo allora per una delle città più tristi e brutte d’Irlanda, Limerick, che come sappiamo ha dato i natali ai Cranberries. Dolores O’Riordan, la cantante minuta e carismatica, aveva dichiarato che proprio la bruttezza della città di Limerick, proprio quella, li aveva in qualche modo ispirati. L’idea e il desiderio di fuggire da lì erano stati il motore per mettere in piedi una band. Io pensavo fosse la solita esagerazione, il classico luogo comune della band disagiata che scappa dal giogo insopportabile della città operaia e non attraente. Invece era proprio così. Limerick rientra nelle città più brutte che io abbia visitato (e quindi è una delle città che amo di più), I Cranberries invece, per me sono quell’arpeggio di chitarra e poi gli archi e poi la voce di Dolores in “Linger”. E altro.

Altro?

Sì, quel momento lì, quegli anni.

Non è mai stata la mia band preferita, no. Ma è stata certamente la band, insieme a mille altre, che mi fa provare quella amara e dolcissima nostalgia del mio, e non solo mio, tempo migliore.

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