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STORIA DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE: RICHARD E JOHN di Anselmo Cane

Era un tardo pomeriggio come tanti altri a Torino. Caldo, afa e città vuota. Richard scese le scale di corsa perché come sempre era in ritardo: sotto Catherine lo aspettava nella loro vecchia Y10 con quasi 300.000 km di strada fatta. Ormai un po’ ci aveva rinunciato, dentro di se sapeva benissimo che Richard, un quasi 40enne con casa in affitto in Barriera di Milano, non sarebbe mai cambiato. Non si arrabbiava più per i suoi ritardi e neanche per queste serate organizzate tutte di fretta in cui immancabilmente finiva dentro anche lei.


- “Cazzo pure la riserva ci voleva…non arrivo neanche in corso Grosseto…cara guarda mi scoccia chiedertelo…non avresti 10 euro per la benzina?”

- “Si ti scoccia…Richard sei il solito! Ma scusa ieri non hai suonato col quintetto? Non ti hanno pagato?”

- “Beh si ma vedi la serata è andata così così allora il gestore ci dà una nuova data a Settembre! Domani faccio lezione a Bryan…mi deve ancora 3 lezioni arretrate e sabato suono con gli Immodesti al Barrumba…te li ridò subito”

- “Si si certo. Senti non ho voglia di discutere, tieniti sti soldi e finiamola qui che ho pure mal di testa. Ho solo 20, tienili che tanto son sicura che anche per l’aperitivo non li hai…che poi…nessun soldo e ti fai gli aperitivi”

- “Scusa Catherine, lo so hai ragione come sempre. Ma John è una vita che non lo vedo e al conservatorio eravamo molto uniti. Ci siamo persi non so come ed ho la possibilità di rivederlo. Tutto qui. Sabato ti restituisco i soldi. Ora meglio andare che siamo in mega ritardo!”

- “…SEI in mega ritardo. E io devo pure accompagnarti. E non so neanche che fare mentre tu sarai con lui…ma non posso almeno stare con voi?”…

John aspettava da circa 20 minuti. Era in effetti spazientito, ma quando vide Richard fu naturale per lui alzarsi e andargli incontro sciogliendo il nervosismo in un profondo abbraccio. Due vecchi amici finalmente riuscivano a rincontrarsi dopo anni di studio, anni di risate, anni di discussioni e anni di suonate: Richard al basso, John al pianoforte. Il conservatorio era quello di Torino in piazza Bodoni, corso di Jazz contemporaneo. Docenti gente del calibro di Peter Urzfill, Danny Scott Jr e soprattutto lei, riferimento di ogni musicista italiano dagli anni 2000 in avanti, Vivian Reyes.

- “Ricordi Vivian? Ricordi l’amore che traspariva nelle sua lezioni? L’amore per la musica. Cazzo John, lei mi ha proprio cambiato. Con lei ho capito che la musica è una missione, una missione che si abbraccia in toto o la si lascia perdere. Io non riesco…vedi proprio non ce la faccio. Mi avevano chiamato a fare un tributo a Biagio Antonacci, forse due anni fa: <Abbiamo già 15 date nei prossimi 3 mesi nel nord Italia, cachet di 100 euro più le spese, ah e non ci crederai ma siamo diventati il tributo ufficiale di Biagio!> Capisci John? 100 euro! Più le spese! Sono andato perché se no Catherine mi avrebbe mollato sul colpo. Una prova e sono scappato di corsa. Non ti dico Cathi…Non ce la faccio. Io non riesco a suonare così, solo ed esclusivamente per i soldi. Questa cosa Vivian me l’ha marchiata a fuoco sulla pelle…”

- “Si, si certo…Vivian…eccome se la ricordo. Tante belle parole, che condivido. Poi però la vita è un’altra cosa. L’amore per la musica, Rich, non basta e lo sai benissimo. Non abbiamo più 20 anni e i genitori che comunque ti pagano le cose. Vivian parlava così perché comunque aveva il culo parato…sai com’è…se sposi l’amministratore delegato di Banca Tosca forse qualche problema in meno ce l’hai…”

- “Vivian direbbe le stesse cose anche fosse sposata con me. Ne sono sicuro. Io non sopporto chi si vende, chi si prostituisce. Vero…non mi posso permettere nulla, spero sempre che la macchina non mi lasci a piedi, conto i centesimi di resto perché mi servono per pagare la prossima bolletta. Certo…vivo in affitto in periferia e il proprietario di casa è già due volte che mi ha minacciato di sbattermi fuori casa. Io e Cathi vorremmo un figlio ma non riusciremmo a mantenerlo…vero. Verissimo. Ma sai che ti dico? Sono libero, sono me stesso. Prendo il basso e suono, faccio musica. La mia musica. Cruda e sincera e che non ascolta nessuno, ma almeno non sono in vendita. Dignità John. Non sono come quelli che pur di far successo si piegano a qualsiasi cosa, quelli come…”

-“…come me?” Lo interruppe John.

-“Ma no, che dici…non intendevo dire quello”

-“Sicuro? A me sembrava il contrario invece…”

-“No John, vedi…io…era solo per dirti…”

-“Per dirmi che sono un venduto…”

-“E’ per dirti che ti stai sprecando John ecco”

-“Ah ecco…ecco…mi sto sprecando”

-“Si! Un talento come il tuo, puro, cristallino, al servizio delle multinazionali latino-americane…beh si ti stai sprecando”

-“Multinazionali latino-americane…ahahahah questa è bella Rich, davvero. Ascolta…Luis [Ponci – cantante Colombiano molto attivo in estate] è un amico che ho avuto la fortuna, lo ammetto, di conoscere in vacanza. Avevo sta canzonetta li nel cassetto [Rapisito, Sany Ent.], a lui è piaciuta ed è riuscito a piazzarla. Tutto qua. Anzi ora abbiamo iniziato a scrivere quella per la prossima estate…sai Enrique [Eglesias, cantante portoricano diretto concorrente di Luis] sicuramente avrà il coltello fra i denti nel 2018…”

-“John, scusa, ma ti stai sentendo? Ma ok va bene, io sono contento per te…però ascolta…no in realtà non sono contento, sono preoccupato. Si, sono molto preoccupato per te…la musica non è quella John. Tu non sei nato per diventare schiavo del reggaeton e dell’estate…ma dai cazzo ti ricordi la “Sonata per pianoforte scordato e App di Google play?” quanto eri innovativo? Quanto la tua ricerca del suono e dell’armonia era avanti? Si tu eri un genio…e ora ti stai buttando via John”

-“Rich…quella era robaccia che non è mai piaciuta a nessuno. E la verità è che dell’armonia e del suono, della ricerca, non frega niente a nessu…scusa”. Lo smartphone di John aveva appena cinguettato. “Scusa Rich, ma Gabriela è venuta a prendermi…accompagnami alla macchina così ci salutiamo dopo”

-“Ok, va bene”

I due si alzarono e Richard, facendo finta di non trovare il portafogli, riuscì a farsi offrire l’aperitivo.

Il breve tragitto fu totalmente silenzioso. Richard si sentiva in colpa per aver trasformato un piacevole ed atteso incontro in una specie di processo e John in effetti si era rannuvolato, come se le parole di Richard avessero aperto una piccola ferita nel suo cuore: in effetti le canzonette di Luis per un musicista del suo calibro non dovevano e non potevano essere un’ambizione, la musica era altrove. Arrivarono alla macchina e si fermarono. John si girò verso Richard e senza dire niente lo abbracciò forte: non era un addio, ma un saluto carico di malinconia e di rimpianto. Pieno di tristezza salì sulla sua Ferrari F12Tdf V12 da 780 cavalli, 0-200 in 7,9 sec., velocità massima oltre i 340 km/h, da 379.000€ e con accanto Gabriela, modella sudamericana di intimo per Vicinissimi, seconda a Miss Universo 2016 e bella da togliere il fiato, partì alla volta di Milano: alla premiazione del suo primo disco di platino avrebbe senza dubbio avuto modo di riflettere e di pensare.

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