Il portale della musica Indie italiana
1 – In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

​ Fare un buon disco è l’aspirazione di ogni artista. Essere convinti che, quelle
tracce, rappresentino esattamente quello che ci si era auspicati di esprimere, è
alla base. Sono convinto, però, che un buon disco, non sia solo quello che
soddisfi pienamente il musicista che l’ha prodotto, ma anche un prodotto capace di entrare facilmente nelle PlayList degli ascoltatori, che poi sono quelli che
comprano l’album e seguono i live. Una Pagina Fb con molti like può essere
sinonimo di un forte apprezzamento da parte del pubblico per il lavoro svolto da
questo o quell’artista.

2 – Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

La musica è una passione e, come tutte le passioni, richiede del tempo. Credo che non vi siano aspetti negativi nel fare sacrifici per la cosa che ami.

3 – Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

I cantautori sessantottini erano tutti impegnati politicamente. Credo che il
ruolo di un artista, sia esso pittore, scrittore o musicista, sia quello di fotografare con occhio critico la società che lo circonda. Qualsiasi azione può
essere giudicata come un’azione politica, anche entrare in classe e sedersi
all’ultimo o al primo banco. In quel preciso istante stai dando un segnale al
docente, a chi rappresenta il potere. Ognuno è libero di esprimere una propria
posizione politica, anche nei testi che scrive. In fondo un testo è, solitamente,
espressione di un nostro sentimento, di una nostra percezione ad un fatto, un
avvenimento capitatoci. Se questo avvenimento ha connotati politici, perché
non affrontarlo?

4 – Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Il mercato musicale copre oltre il 5% per PIL mondiale, una macchina che muove miliardi e che dà lavoro a milioni di persone, non posso che essere contento dell’importanza che ricopre nell’economia mondiale.

5 – Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o credi abbiano distanziato gli uni dagli altri?

Come ho già detto, oggi puoi seguire le Instagram Stories dei Coldplay e le
dirette di Motta. Il mercato musicale è globale ed i social non fanno nient’altro
che rendere più persone possibili partecipi delle creazioni artistiche e
della quotidianità degli artisti che amano.

6 – Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

Mi rifaccio al giudizio dato da un amico e produttore che stimo tantissimo, Marco dei The Ceasars. Lui definiva l’Indie l’anticamera del Pop; credo sia la definizione corretta.