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Se c’è una cosa – tra le tante – a cui devo esser grata a quest’anno è l’aver scoperto Benjamin Clementine.
Lo si capisce già dall’inizio che è una rivelazione e voglio DAVVERO parlarvene in questo articolo per farvelo conoscere, perché qualcuno che merita una volta ogni tanto, c’è.
E’ una di quelle storie che vedi nei film o nei grandi artisti e pensi: “vedi, che culo, anche io vorrei venir scoperto un giorno per caso da qualche magnate e far successo”.
Ma lui ha molti più colori che dipingono la sua storia.
Classe 1988, di Londra.
Comincia a suonare il piano da autodidatta riproducendo ad orecchio le melodie del compositore francese Erik Satie (e VI PREGO, guardate come suona questo benedetto pianoforte!!).
Durante l’adolescenza si trasferisce a Parigi e comincia letteralmente a fare l’artista di strada, e vivendo senza fissa dimora per anni.
In questi anni scrive canzoni, scrive poesie e cerca di sopravvivere alla legalità di artista di strada, facendosi conoscer ben presto dalla popolazione della capitale francese.
Su Youtube ci sono anche video di lui che suona nella metropolitana di Parigi nelle carrozze in movimento.

 

Ad ogni modo, questo tipo qui è davvero pazzesco, mi credete? Ne sono entusiasta!
Dicevo… dopo 4 anni da vagabondo, viene scoperto da un agente che si proporrà come primo manager, fino ad incontrare il magnate Lionel Bensemoun, che deciderà di dar vita direttamente ad una nuova etichetta discografica, la “Behind”, in modo che Clementine potesse registrare li la sua musica.

Finalmente all’inizio del 2015 esce il suo primo album: “ At Least for now” che raggiunge le vette delle classifiche di mezza Europa, disco d’oro in Francia e il Grammy francese nella categoria “miglior nuovo artista”.
E’ un album ricco di dinamiche, ricco di arrangiamenti, ma che può bastare anche solo il suo piano e la sua voce per capire che si parla di robe di altro livello.

Il 15 settembre 2017 esce l’ultimo disco, “I tell a fly”, designato come vera e propria Opera Rock.
Un disco scuro e sicuramente non facilissimo al primo ascolto, ma che va apprezzato a piccoli passi.

I suoi idoli? Manco a dirlo, Nick Cave, Tom Waits e Nina Simone.
I suoi testi e le sue musiche? una gamma ampissima, che va dalla musica classica, Chopin, Debussy, a Jimi Hendrix a Brassens, Gainsbourg, Lucio Dalla, Baudelaire, Rimbaud, Verlain, La Bibbia, William Blake…
Insomma, vero che sembrano tutti nomi messi insieme a caso?
E invece no. Ascoltare per credere.
Da subito attrae attenzione, per la sua pettinatura e anche il suo modo di vestire.
Ma vi prego, prendetevi dieci minuti e ascoltatelo. Nei dischi, ma soprattutto Live.
Per capire che non esagero e per scoprire che il livello qui, è altissimo.