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Avevo promesso che dall’ultimo articolino, avrei visto un po’ di concerti.

Ebbene, sono stata letteralmente catapultata in una dimensione viva e artistica che mi ha dato tanta leggerezza.
Ma cominciamo dall’inizio:
Anjos Solidàrios (19 ottobre): Qui in Portogallo è successo un casino, insomma. Metà del Paese è bruciato, causa molti incendi e pochissime piogge e molti agricoltori si sono trovati senza niente e senza aiuti dallo Stato, e i vigili del fuoco che qua chiamano Bombeiros, a fare uno sforzo incredibile. Troppi Eucalipti di importazione e troppi incendi facili a causa loro.
Ad ogni modo, in pochissimi giorni è stato creato un evento benefico con una lista artisti notevole, nomi come Tiago Nacarato, (volto di The Voice portoghese  – bravissimo), Mayra Andrare, Benjamin, Calcutà (pensate, ne hanno uno pure qui) e, rullo di tamburi: Maria Gadù.
 
 
Che dire, sono arrivata tardi e mi imbatto in questo posto chiamato Anjos70, un enorme edificio dismesso, diventato circolo culturale e scopro subito Tiago Nacarato: lui telecaster e voce pazzesca, in duo con un trombettista che mai nella mia vita da una tromba ho percepito tanta dolcezza. 
Mi siedo per terra, e rimango immobile per due ore, incantata.
il Concerto va avanti e finalmente arriva Maria Gadù: una cantante brasiliana molto famosa, autrice di una hit che nel 2009 aveva toccato anche l’Italia, dal nome Shimbalaie, che ha duettato con i più grandi della musica brasiliana, come Caetano Veloso o Milton Nascimento. (Io contentissima, per poterla finalmente vedere un po’ così, a caso, in un giorno qualunque).
Il pubblico è in visibilio e i musicisti che si alternano a suonare con lei danno ognuno un’emozione diversa, fino a che, urlando “L’unione fa la forza” chiude la serata con la sua Hit, accompagnata da un battito di mani a ritmo di samba di TUTTI che in un attimo ti porta in Brasile.
 
 
 
Questa cosa della musica popolare brasiliana qui, è ovviamente molto sentita, tutti conoscono le canzoni dei grandi cantautori e ne hanno molta stima. Per non parlare del senso del ritmo, che …pff, è nel loro sangue.
Mi trascino per i giorni successivi una grande serenità e a casa mia cominciano ad arrivare e a fermarsi anche solo per un poco artisti, ballerini ed educatori e comincio davvero a partecipare ad eventi che mirano davvero alle sensazioni.
Due sabati fa invece, mi aggiro per la parte storica di Lisbona e scopro che, salendo, salendo e salendo ancora (sono allenatissima, credete a me), qui c’è un piccolo anfiteatro romano dove fanno, durante alcune serate, concerti di Fado. Arrivo di corsa a concerto quasi finito e riscopro un poco il genere, cercando di apprezzarlo sempre di più… poco dopo, tutti invitati al museo di fronte per bere un assaggio di Ginjinha, liquore al Cherry tipico di un paese di qui che si chiama Obidos (una roba incredibilmente buona, per dirvi).
Negli ultimi giorni dal Fado e dalla musica brasiliana ritrovo invece generi più vicini, come la musica classica e il Garage.
Trovo degli amici Italiani, musicisti incredibili atterrati qui in città per una delle loro partecipazioni con l’orchestra di Lisbona: non era questo il caso, ma qui c’è un’orchestra famosissima che si chiama Gulbenkian, legata ad una fondazione appunto “Calouste Gulbenkian” che comprende un complesso di due musei e una sala concerti dove appunto ha sede l’orchestra. Come dire, è un po’ come la nostra orchestra nazionale della Rai (Io ho lavorato all’Auditorium della Rai come Hostess per 3 anni) o l’orchestra del Teatro Regio di Torino. E la stagione classica è davvero fitta di appuntamenti!
Sabato sera scorso invece finalmente un concerto Cattivo! Quest’estate mentre lavoravo in Danimarca ad un festival musicale, ho conosciuto due ragazzi, marito e moglie che sul palco fanno faville: The Courettes. 
Lei Brasiliana, lui Danese, chitarra voce e batteria hanno infuocato il palco del Sabotage, un locale famoso qui a Lisbona per gli appuntamenti Live, che ricorda un po’ un mini Spazio211.
La loro musica viene definita Garage, ma c’è un po’ di tutto in mezzo: hard rock, punk, surf e blues. Flavia con la sua voce e un’elettrica super effettata (Fuzz a go-go) sono riusciti pure a far ballare questi portoghesi, che di base preferiscono guardarti e ascoltare.
 
 
 
Un mondo nuovo ma in realtà molto simile al nostro. Ci sono talmente tante influenze che sembra a volte essere in vortice: un vortice di colori e parole nuove che riesce ad accendere sorrisi e stupore.
Ho fatto un grande elenco di concerti e provando a farvi percepire un po’ la grande quantità di vita che c’è qui.
Mi ha ricordato un po’ le parole di De andrà nella canzone “Il suonatore Jones” : – “In un vortice di polvere gli altri vedeva siccità, a me ricordava la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa. Sentivo la mia terra vibrare di suoni, era il mio cuore, e allora perché coltivarla ancora, come pensarla migliore”. (è chiaro che il senso è del tutto differente, ma chi di noi non ha mai fatto proprio un testo o una musica, facendolo diventare parte della vita e delle esperienze attuali?).