Il portale della musica Indie italiana
1 – In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like o un buon disco?

I like sulla pagina Facebook per fortuna non hanno la capacità di trasformare un disco mediocre in un buon disco. Per questo l’obiettivo primario di un artista dove essere quello di cercare di dare il meglio in fase di produzione.

​2 – Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Per quel che mi riguarda l’aspetto positivo è senza dubbio il contatto e il calore del pubblico. Di aspetti negativi uno dovrebbe dire che non ce ne sono, io invece, dopo vent’anni che provo a combinare qualcosa con la musica, ne trovo talmente tanti che faccio fatica a sceglierne uno in particolare.

3 – Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Personalmente credo che la politica bisognerebbe lasciarla fare ai “politicanti”. Un artista può invece impegnarsi trattando di temi sociali senza doversi schierare con alcuna parte politica, anche se oggi la denuncia sociale nei testi non appassiona molto il pubblico.

4 – Cosa ne pensi dell’attuale music business?

Fatico molto a farmi piacere qualcosa delle scelte dell’attuale music business, perciò non lo comprendo.

5 – Credi che le nuove tecnologie aiutino il rapporto tra musicisti e pubblico o credi abbiano distanziato gli uni dagli altri?

La tecnologia, per chi la sa usare, è un buon mezzo di diffusione e pubblicità
e dà la possibilità di tenere aggiornato il proprio pubblico. Ma il vero collante
tra un artista e il suo pubblico deve restare sempre il caro, vecchio, contatto
“fisico” dei live.

6 – Qual è a tuo giudizio il confine tra indie e mainstream?

A questa domanda non so risponderti,non conosco assolutamente il panorama musicale degli ultimi trent’anni, io sono rimasto agli anni 70 e 80, sono fuori dal tempo. Potrei dirti il confine tra l’hard rock e il metal al massimo.

7 – Cosa pensi del Crowdfunding? Lo ritieni un mezzo veramente utile per i musicisti?

Per fare un disco ci vogliono parecchi denari, perciò perchè no. E’ un buon modo per coinvolgere il proprio pubblico e soprattutto per non rimetterci soldi..cosa che per un musicista oggi è ormai una triste realtà.