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Se tu per primo non credi nella tua arte, non ci crederà mai nessuno.

Sacrosanta verità. Potete sostituire la parola “arte” con mille altre e il risultato non cambia. La vecchia filosofia del “no pain no gain” dà sempre i suoi risultati.

Oggi ho ricevuto una comunicazione relativa un concorso per artisti emergenti.

Mi incuriosisco, la apro. Dentro si parla di radio, tv, collegamenti a festival, si fanno nomi grossi e via così.

Per partecipare bisogna inviare un proprio brano e fare un bonifico di 30 o 40 euro.

Se si viene ammessi, tocca fare un ulteriore bonifico di 50 o 60 euro.

Io credo nella mia arte, ma evidentemente la giuria che deve valutare i miei brani no. Infatti non mi ascoltano gratis. Vogliono dei soldi per farlo.

Il meccanismo è ormai sempre lo stesso ed è sempre più diffuso.

Io come artista devo credere nella mia arte, investirci, sbattermi, essere presente su social, fare i video, organizzarmi le serate, fare il merchandise, stamparmi i cd, baccagliarmi i gestori di locali, essere disponibile con tutto e tutti e lo faccio. 

Perché io credo nella mia arte e per questo so che non ho bisogno di gente che mi chiede soldi per mettermi su un palco.

Su un palco ci salgo già da solo e dato che credo nella mia arte, credo anche che se questa vale qualcosa, mi ci porterà da sola su un palco più prestigioso o in radio o chissà dove.

Non avrò bisogno di pagare una giuria.

Quindi se volete organizzare un concorso non chiedete soldi per questo. Piuttosto rivedete le regole di partecipazione, in modo che vi arrivino solo le candidature di chi è in linea con la vostra ricerca.

Se vi servono soldi, trovatevi uno sponsor e non venite a provare a metterci le mani nelle tasche, che tanto dentro ci teniamo solo i plettri.

E già che ci sono vi mando pure allegramente affanculo, voi e i vostri inutili mezzucci.

E sapete perché posso farlo? Perché io credo nella mia arte.