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Gli Elio e le storie tese ci lasciano perché fuori dal tempo.
Alzano bandiera bianca e dichiarano sconfitta, battuti da “rappers, influencer e youtuber”.

Molti li elogiano per l’ironia e l’originalità con cui si avviano verso l’estremo passo. Per me è anche lecito che un gruppo voglia mollare, dopo quasi 40 anni forse è comprensibile. 
L’effetto lo capisco ma è la causa a preoccuparmi.

Alzano bandiera bianca e dichiarano sconfitta, battuti da “rappers, influencer e youtuber”.


Se questo non è uno scherzo ma la consolidazione di quanto già preannunciato a settembre del 2015, quando Elio sosteneva che il gruppo stava percorrendo il tratto finale della sua carriera, il loro addio rappresenta una bella sconfitta.

Il tamarro dietro l’angolo alla fine gliel’ha inculata, la Vespa. 
Shpalman non è arrivato a salvare nessuno. 

Fortunatamente restano i rappers, quelli veri, come Caparezza che è felice di rallentare “fino a stare fuori dal tempo”.

Speriamo i giovani scelgano lui, tra i tanti “rappers, influencer e youtuber” esistenti.

Io non sono più così giovane e la cosa non mi riguarda. Per me il rap è ancora rappresentato da Bassi Maestro, Colle der fomento, 99 Posse o tuttalpiù Salmo. 
I canali Youtube che seguo pullulano solo di gente che suona e nessun influencer riuscirebbe mai a togliermi di dosso una maglietta nera e un paio di jeans.

Quindi tocca salutare gli Elii, sperando che il loro non diventi un esempio per nessuno, tranne forse che per i Rolling Stones (loro potrebbero anche abbandonare le scene ormai). 


Un ultimo pensiero va a quei tamarri che vi hanno “inculato la Vespa”, lasciandovi a piedi. 

Occhio a non correre troppo. Potreste andare a schiantarvi, come è successo a mio cuggino.